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Dopo mesi di tentativi, il Milan ha finalmente chiuso il capitolo Divock Origi: secondo quanto riportato oggi da Football Italia e altre testate, il club rossonero ha risolto il contratto con l’attaccante belga, liberandolo a parametro zero prima della naturale scadenza (prevista per il 2026).

Parallelamente, i rossoneri hanno definito il prestito di Füllkrug dal West Ham, rendendo la giornata doppiamente significativa sul fronte degli attaccanti: una nuova punta entra, una che non rientrava più nei piani esce definitivamente.

Perché il matrimonio non ha funzionato

Origi era arrivato dal Liverpool nell’estate 2022 a parametro zero, con un ingaggio importante (circa 4 milioni netti a stagione) e la fama di uomo dei gol pesanti in Champions. In rossonero, però, non è mai riuscito a incidere:

  • pochi gol;
  • continui problemi fisici;
  • difficoltà ad adattarsi ai meccanismi offensivi della squadra.

Negli ultimi articoli di analisi, viene indicato come uno dei colpi più deludenti dell’era recente del Milan, proprio in relazione al rapporto tra peso a bilancio e contributo sul campo.

Il peso a bilancio e il senso della rescissione

L’ingaggio di Origi era diventato una vera e propria zavorra per il Milan: si è scritto che il suo stipendio superasse quello di giocatori del calibro di Modrić e Rabiot, pur non rientrando da tempo nella rotazione rossonera.

Con la rescissione:

  • il Milan libera spazio salariale immediato;
  • evita di pagare un altro anno e mezzo di ingaggio a un giocatore fuori progetto;
  • può reinvestire parte del risparmio su altri innesti (come appunto Füllkrug).

La trattativa per chiudere il contratto è stata lunga, come testimoniano i ripetuti pezzi su tentativi falliti di cessione (Monza, Fiorentina, club esteri) e le indiscrezioni di mercato che lo collegavano a destinazioni anche extra-europee.

Cosa può succedere ora per Origi

Da oggi Origi è svincolato e può:

  • valutare offerte da campionati in cui il suo profilo è ancora spendibile a buon livello (Premier “media”, Turchia, Arabia, MLS);
  • cercare un contesto in cui ritrovare minutaggio e centralità senza la pressione di un top club europeo.

Al netto delle difficoltà vissute a Milano, resta un attaccante con:

  • esperienza Champions;
  • buon fisico;
  • capacità di essere decisivo a gara in corso.

Molto dipenderà dalle pretese economiche: se il belga accetterà un ingaggio ridimensionato, le occasioni non mancheranno.

 
 
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