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Alla fine del 2020, l’anno del coronavirus, il mondo delle imprese registrerà molti vinti e pochi vincitori. Tra questi ci sarà la Slitherine, società specializzata in videogiochi di strategia militare, che oltre a un pubblico di 6 milioni di appassionati nel mondo ha clienti come il Pentagono, la marina inglese e l’aviazione tedesca.

«Negli ultimi anni siamo cresciuti con tassi tra il 7 e l’11%, quest’anno ci aspettiamo di raddoppiare il fatturato, arrivando a quota 100 milioni di dollari. Anche grazie al virus», spiega Marco Minoli, cofondatore della società e responsabile della divisione commerciale e marketing, che guida dalla sede di Milano coordinandosi con le sedi inglese (produzione e servizi) e canadese (programmazione).

A metà gennaio la società ha visto «esplodere» il mercato cinese. «Poi sono partite, in sincronia con i lockdown, Italia e Spagna. Ora il boom è negli Stati Uniti. Il trend è chiaro: la gente, costretta a casa, gioca di più. Oggi – continua Minoli – abbiamo già superato il fatturato del primo semestre 2019: a marzo i ricavi sono saliti del 280,9%, in aprile ci aspettiamo un +100%».

Slitherine è un editore che opera in un mercato di nicchia. Pubblica videogiochi di strategia di due tipologie. La prima, che si rivolge a 5-6 milioni di appassionati nel mondo, tratta giochi di tattica curati e complessi ma ancora di livello non professionale. La seconda – nata dall’acquisizione di Matrix Games nel 2010 – si rivolge a una nicchia nella nicchia: circa 500mila utenti appassionati di strategie e war games. «Persone tra i 40 e i 50 anni, con un’educazione elevata, amanti dei simulatori, che dedicano tempo e risorse alla loro passione per giochi molto complessi», racconta Minoli.

Da questa tipologia è derivata una terza area di business: quella che si rivolge al settore della Difesa. Protagonista è il gioco Command Modern Operations: un simulatore operazionale di guerra con un database da 500mila voci. «Dal mio pc posso gestire una guerra mondiale, ma anche simulare operazioni di logistica, o ancora valutare l’usura dei mezzi militari», racconta il cofondatore. Di ogni mezzo militare il simulatore dispone infatti di dati come la gittata dei missili o la capacità del serbatoio. Tre anni fa un generale in forza al Pentagono ha visto il gioco e lo ha voluto utilizzare ufficialmente. L’uso di prodotti commerciali per scopi professionali oggi «genera il 30% del fatturato» della società. L’aviazione tedesca, per esempio, sfrutta il software a scopo didattico e l’anno prossimo installerà Command MO su tutti i computer delle scuole ufficiali. Tra i clienti Slitherine anche aziende come Boeing e BaeSystems, società aerospaziale del Regno Unito. Contatti anche con l’italiana Leonardo: «Oggi sono nostri clienti indiretti, ma speriamo presto di poter avviare collaborazioni più strette», spiega Minoli.

Il team aziendale di intelligenza artificiale ha il compito di istruire il simulatore, per fare in modo che sia in grado di reagire alle azioni degli utenti. I programmatori sfruttano avanzate tecniche di machine learning. «Facciamo giocare le macchine tra loro – dice Minoli -. Il software gioca contro se stesso per imparare a mettere in atto le migliori strategie: ricorda il film Wargames?». Celebre pellicola del 1983, superata dalla realtà. Oggi i giochi di guerra non sono più un film, ma un business che nel 2020, l’anno del coronavirus, frutterà alla Slitherine 100 milioni di dollari.

Fonte: Il Sole 24 Ore

 
 

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