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Pjanic Barcellona
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Questa sera andranno in campo Juventus e Barcellona, e tutti (forse il mondo intero; n.d.a.) si aspettavano uno scontro tra Cristiano Ronaldo e Messi, ma il covid-19 ha impedito la sfida di tanti “El Clasico”.

Stesso coronavirus che ha preso Miralem Pjanic quando da Torino si è trasferito a Barcellona. Non utilizzato nell’ultima di campionato, ma che la scorsa partita di Champions League si è distaccato nelle statistiche post-match della UEFA.

Il bosniaco ha iniziato la stagione con un ritmo diverso rispetto ai compagni. A poco a poco, Pjanic ha recuperato e, così, alla prima occasione che Koeman ha ritenuto che Sergio Busquets dovesse riposare, il bosniaco ha fatto la sua prima presenza col Barça. Un buon esordio, fatto nella massima competizione europea per club contro il Ferencvaros, ma con margini di miglioramento.

Pur non avendo gli automatismi di squadra, ha fatto bene la parte più difficile da giocare con il doppio perno: fare da contrappeso con De Jong. Vale a dire, offrirsi in diagonale in fase di uscita della palla per poterla ricevere e scalare in caso di pressione per non uscire alla cieca e magari lasciare la difesa incustodita. In quella partita ha mostrato tutto il suo animo “italiano”, ha fatto falli tattici e ha messo su una fitta rete di passaggi, anche se ciò che ha sorpreso di più gli spagnoli è stato il suo gioco ad un tocco, il che dà alla squadra velocità di movimento e, quindi, un vantaggio per catturare il rivale in contropiede. Cosa invece ben nota a noi italiani.

Pjanic è comunque uscito dal campo a testa bassa, consapevole che l’espulsione di Piqué arriva per una sua perdita di palla, un passaggio assurdo e impreciso. Un errore costato caro agli azulgrana ma, praticamente, il suo unico errore. Alla fine della partita, quando la UEFA ha comunicato le statistiche della partita, più di uno è rimasto senza parole. Top passaggi della partita: Pjanic. Quella che ne ha fatti di più (80) e con maggior successo (92%).

Chissà se stasera a Torino, oltre Messi, non ci sarà da temere anche l’illustre ex.

 
 

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