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La svolta di Zingonia: Sarri è il nuovo volto del rilancio

Antonio Percassi ha scelto di intervenire con decisione nel momento più delicato dell’Atalanta post Gasperini. Dopo una stagione vissuta sotto le aspettative, il presidente nerazzurro ha aperto un nuovo ciclo affidando la panchina a Maurizio Sarri e la direzione sportiva a Cristiano Giuntoli. Non è un semplice cambio tecnico: è una rifondazione di metodo, identità e responsabilità.

L’ufficialità di Sarri è arrivata il 15 giugno, con l’Atalanta che ha dato il benvenuto al nuovo allenatore attraverso i propri canali. Pochi giorni prima, il club aveva annunciato anche l’ingresso di Cristiano Giuntoli come direttore sportivo, definendolo un dirigente affermato “ai massimi livelli per capacità, competenze e visione”.

Percassi e la frase su Palestra: “Vedremo”

Il dettaglio più giornalistico della giornata è arrivato fuori da Zingonia. Secondo il Corriere di Bergamo, Percassi è uscito dal centro sportivo raggiante dopo la fumata bianca per Sarri; ai tifosi che gli chiedevano di trattenere almeno un anno Marco Palestra con una frase tipica della goliardia dei tifosi italiani: “Almeno un anno di Palestra, ordina il medico”, il presidente ha risposto con un prudente “vedremo”.

È una parola breve, ma molto atalantina. Non chiude, non promette, non apre aste emotive. Percassi ha sempre governato il mercato con una logica precisa: valorizzare, decidere tempi e condizioni, non lasciarsi trascinare dalle pressioni esterne. Palestra è oggi uno dei profili più osservati del mercato italiano, e la nuova Atalanta dovrà capire se usarlo come pilastro tecnico del ciclo Sarri o come possibile leva economica per finanziare altri innesti.

Perché la scelta Sarri è un messaggio forte

Sarri non arriva a Bergamo per gestire l’esistente. Arriva per dare un’idea riconoscibile dopo due tentativi non riusciti fino in fondo. L’Atalanta aveva salutato Gian Piero Gasperini dopo nove anni straordinari, aveva provato con Ivan Jurić e poi con Raffaele Palladino, ma nessuna delle due soluzioni ha davvero ricreato quel senso di continuità tecnica che aveva reso la Dea un modello europeo.

Reuters ha ricostruito la stagione nerazzurra ricordando l’addio a Palladino dopo 39 partite, il settimo posto in Serie A e l’eliminazione pesante in Champions League contro il Bayern Monaco con un 10-2 complessivo agli ottavi.

In questo contesto, Sarri rappresenta una scelta di autorità. Non è un allenatore di transizione, ma un tecnico che pretende campo, automatismi, coraggio e tempo. La domanda è se l’Atalanta avrà la pazienza di accompagnarlo e se Sarri saprà adattare il suo calcio a una rosa costruita negli anni su principi diversi.

Giuntoli, l’altro pilastro della ricostruzione

La nomina di Giuntoli è forse il segnale più importante della strategia di Percassi. L’Atalanta non si limita a cambiare allenatore: inserisce un direttore sportivo con esperienza di costruzione, scouting e gestione di cicli vincenti. Il comunicato ufficiale del club ricorda la sua ascesa con il Carpi, la lunga esperienza al Napoli culminata nello scudetto 2022-23 e il passaggio alla Juventus con una Coppa Italia vinta.

La coppia Sarri-Giuntoli richiama inevitabilmente il Napoli del triennio 2015-18, quello dei 91 punti e di un calcio diventato riferimento estetico e tattico. A Bergamo, però, il contesto sarà diverso. Non c’è una squadra già modellata su quel palleggio, né una piazza abituata a identificarsi con quel tipo di calcio. Ci sarà da costruire, non da replicare.

Il metodo Percassi: continuità, ma senza immobilismo

Il grande merito storico di Antonio Percassi è stato trasformare l’Atalanta in un club capace di stare stabilmente nell’élite italiana ed europea senza perdere la propria identità. L’Atalanta stessa, nel 2025, aveva celebrato i quindici anni dal ritorno di Percassi alla presidenza, ricordando il percorso cominciato il 4 giugno 2010 e arrivato fino alle notti di Champions e al trionfo in Europa League.

Ora, però, il modello deve aggiornarsi. La fase Gasperini è finita, e ogni tentativo di sostituirla copiandola rischia di produrre nostalgia. Percassi lo ha capito: dopo le soluzioni interne o di continuità culturale, ha scelto una coppia diversa, più netta, più strutturata.

Mercato: Palestra, big e nuovo equilibrio

Il mercato dirà quanto sarà profonda la rivoluzione. Sarri avrà bisogno di giocatori adatti al suo calcio: difensori capaci di tenere linea e palla, centrocampisti tecnici, esterni con tempi di pressione e attaccanti capaci di dialogare nello stretto. Giuntoli dovrà decidere chi trattenere, chi sacrificare e dove investire.

Il caso Palestra è già il primo banco di prova. Trattenerlo significherebbe dare al nuovo allenatore un giovane di prospettiva su cui lavorare. Cederlo, invece, potrebbe generare risorse importanti ma anche alimentare il timore di una squadra che continua a perdere pezzi prima di aver definito il proprio futuro.

La nuova Atalanta nasce adesso

Antonio Percassi ha costruito l’Atalanta moderna con una miscela rara di ambizione e controllo. Oggi è chiamato a un passaggio ancora più difficile: non portare la Dea in alto, perché ci è già riuscito, ma impedirle di scivolare dopo essere diventata grande.

Sarri e Giuntoli sono la risposta più forte possibile a una stagione di transizione. Non garantiscono successo immediato, ma indicano una direzione. L’Atalanta non vuole vivere di ricordi europei: vuole rientrare nel gruppo di chi detta il passo. E, come spesso accade nella storia recente nerazzurra, tutto ricomincia da una scelta di Percassi.

 
 
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