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Il caos FIGC riporta Chiellini al centro

Giorgio Chiellini è diventato uno dei principali candidati alla carica di direttore tecnico della FIGC dopo le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo. I due hanno lasciato i rispettivi incarichi appena 16 giorni dopo la nomina, in seguito al fallimento del progetto che avrebbe dovuto portare Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale.

La candidatura di Pirlo è stata bloccata dopo le polemiche relative al suo rapporto commerciale con una società di scommesse russa. Maldini e Leonardo, che avevano indicato l’ex centrocampista come soluzione preferita, hanno quindi scelto di dimettersi, lasciando il presidente federale Giovanni Malagò senza direttore tecnico e senza commissario tecnico.

In questo vuoto istituzionale è riemerso il nome di Chiellini. La Gazzetta dello Sport lo indica come il candidato attualmente in vantaggio rispetto alle altre ipotesi, pur precisando che non sarebbe ancora stato contattato ufficialmente. Un possibile confronto con Malagò potrebbe avvenire nell’ambito del Consiglio federale.

Nessuna nomina ufficiale

È necessario mantenere una distinzione chiara. Chiellini non è ancora il nuovo direttore tecnico della Nazionale e oltre il suo nome è stato fatto anche quello di Beppe Bergomi. Non esiste al momento un comunicato della FIGC che annunci la nomina e la stessa ricostruzione della Gazzetta parla di un nome presente nell’agenda di Malagò, non di un accordo concluso.

Anche Sky Sports ha inserito Chiellini tra i profili valutati insieme a Giuseppe Bergomi e Claudio Ranieri per sostituire Maldini. La presenza di più candidature conferma che la Federazione sta ancora ragionando sulla struttura da costruire.

La priorità sarà decidere se nominare prima il direttore tecnico e affidargli la scelta del commissario tecnico oppure se chiudere immediatamente il dossier della panchina. La prima soluzione garantirebbe maggiore coerenza progettuale, evitando di ripetere la frattura che ha portato alle dimissioni di Maldini.

Il ruolo attuale alla Juventus

Chiellini è già impegnato in un percorso dirigenziale di primo livello. Dal luglio 2026 ricopre alla Juventus il ruolo di Chief Club Affairs Officer, incarico creato per rafforzare i rapporti del club con istituzioni, organizzazioni sportive e stakeholder strategici in Italia e all’estero. In precedenza era stato Director of Football Strategy.

Dal novembre 2025 rappresenta inoltre la Lega Serie A nel Consiglio federale della FIGC insieme, tra gli altri, a Giuseppe Marotta e Stefano Campoccia. Chiellini conosce quindi già i meccanismi interni della Federazione e partecipa alla vita istituzionale del calcio italiano.

Questo elemento rende la candidatura più credibile, ma introduce anche una questione da risolvere: un eventuale incarico federale operativo richiederebbe di chiarire la compatibilità con le responsabilità ricoperte alla Juventus.

Perché Malagò pensa all’ex capitano

Chiellini unisce esperienza calcistica, conoscenza istituzionale e autorevolezza personale. Da giocatore è stato capitano della Juventus e della Nazionale campione d’Europa nel 2021. Dopo il ritiro ha iniziato immediatamente un percorso dirigenziale, prima negli Stati Uniti e poi a Torino.

La Gazzetta sottolinea anche il suo percorso accademico in Economia e la capacità di costruire rapporti con interlocutori diversi. Secondo il quotidiano, il suo profilo viene apprezzato per cultura, statura morale, pragmatismo e conoscenza del calcio italiano.

La Nazionale ha bisogno proprio di una figura capace di collegare più livelli: prima squadra, selezioni giovanili, club di Serie A, settore tecnico e vertici federali. Chiellini non avrebbe ancora l’esperienza operativa di un dirigente navigato, ma potrebbe compensarla attraverso leadership e conoscenza diretta delle dinamiche dello spogliatoio.

Conte e Mancini per la panchina

L’eventuale arrivo di Chiellini cambierebbe anche la ricerca del commissario tecnico. Secondo la Gazzetta, i due nomi principali sarebbero Antonio Conte e Roberto Mancini, gli allenatori con i quali l’ex difensore ha costruito alcuni dei momenti più importanti della propria carriera.

Conte ha guidato la rinascita della Juventus dal 2011 e ha allenato Chiellini anche in Nazionale. Mancini lo ha invece scelto come capitano dell’Italia che ha vinto l’Europeo a Wembley nel 2021. Chiellini conosce quindi idee, metodi e caratteri di entrambi.

Non risulterebbe, però, una sua preferenza già definita. La scelta dovrebbe essere condivisa con Malagò, valutando disponibilità, costi, rapporti con i club e capacità di guidare una ricostruzione che non può limitarsi al prossimo risultato.

La crisi della Nazionale richiede più di un nome

L’Italia arriva da un terzo Mondiale consecutivo mancato e da una crisi istituzionale che ha fatto saltare in poco più di due settimane il progetto affidato a Maldini e Leonardo.

In questa situazione, sostituire Maldini con Chiellini non sarebbe sufficiente senza definire competenze e autonomia. Il nuovo direttore tecnico dovrà avere la possibilità reale di scegliere collaboratori, allenatore, linee metodologiche e rapporti tra le selezioni. La causa delle dimissioni precedenti dimostra quanto un incarico prestigioso possa diventare fragile quando non esiste piena condivisione tra area tecnica e vertice politico.

Chiellini potrebbe essere una soluzione autorevole, ma dovrebbe ricevere un mandato chiaro. Non avrebbe senso nominarlo soltanto come simbolo del passato vincente o come volto rassicurante dopo il caos.

Dal campo alla ricostruzione del sistema

La candidatura di Chiellini è affascinante perché completa idealmente il passaggio dal campo alla dirigenza. L’ex capitano ha vissuto direttamente le difficoltà del calcio italiano, ma anche l’ultima grande vittoria della Nazionale. Conosce il peso della maglia, la pressione dei club e le esigenze dei calciatori internazionali.

La sfida federale, però, sarebbe molto diversa da quella affrontata alla Juventus. Non si tratterebbe soltanto di rappresentare un’organizzazione, ma di assumersi la responsabilità tecnica di un movimento in crisi.

Chiellini favorito, ma la FIGC deve decidere in fretta

Il nome di Giorgio Chiellini è oggi il più forte per il dopo Maldini, ma non è ancora una scelta ufficiale. Il possibile colloquio con Malagò e la sua presenza nel Consiglio federale possono accelerare la discussione, mentre la Federazione deve contemporaneamente trovare il nuovo commissario tecnico.

Chiellini possiede carisma, credibilità e una conoscenza crescente delle istituzioni. Resta da capire se accetterà di lasciare o modificare il proprio incarico alla Juventus e, soprattutto, quale autonomia gli verrà garantita.

Dopo il fallimento del progetto Maldini-Pirlo, la FIGC non può permettersi un’altra nomina costruita senza basi solide. Chiellini può essere l’uomo giusto, ma soltanto se gli verrà affidato un progetto vero e non il semplice compito di mettere il proprio volto su una crisi già aperta.

 

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