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Un tiro sulla traversa che diventa il gol decisivo del Washington Spirit, poi un viaggio a New York e una serata in prima fila all’Arthur Ashe Stadium per sostenere Ben Shelton. Trinity Rodman è stata una delle protagoniste sportive statunitensi degli ultimi giorni, passando nel giro di poche ore dal campo dell’Audi Field alle tribune degli US Open.

Il gancio più recente è quello di ieri, 2 settembre. Rodman era sugli spalti di Flushing Meadows per assistere al secondo turno del torneo di Shelton contro Hubert Hurkacz. Le telecamere l’hanno inquadrata ripetutamente e il sito ufficiale degli US Open ha inserito anche le sue reazioni nella galleria fotografica dedicata alla partita.

Shelton ha poi vinto una sfida molto combattuta in quattro set, 6-3, 5-7, 7-6(3), 7-5, qualificandosi per il terzo turno.

Ma per comprendere perché Trinity sia nuovamente al centro dell’attenzione bisogna tornare anche alla domenica precedente.

Rodman crea il gol che riporta Washington alla vittoria

Il 30 agosto il Washington Spirit aveva bisogno di una svolta.

La squadra non vinceva da più di un mese e arrivava alla partita contro Bay FC dopo quattro gare consecutive senza successo.

Il risultato finale è stato 1-0.

Il gol ufficialmente porta il nome di Paige Metayer, ma l’azione nasce completamente da Rodman.

Nel recupero del primo tempo Sofia Cantore trova Trinity sulla fascia sinistra. L’attaccante americana sfrutta lo spazio, supera la propria avversaria, entra in area e calcia con forza. Il pallone colpisce la parte inferiore della traversa, rimbalza vicino alla linea e Metayer arriva da dietro per spingerlo definitivamente in porta.

Questione di pochi centimetri.

Se il pallone fosse rimbalzato leggermente più avanti, Rodman avrebbe segnato personalmente. Invece rimane senza gol nella statistica individuale, ma con un peso enorme sull’azione che decide la partita.

Washington ha così interrotto una serie di quattro gare senza vittorie e ha mantenuto il secondo posto della classifica NWSL entrando nel mese di settembre.

Non soltanto attacco: decisiva anche nel finale

La partita ha mostrato anche un altro lato del gioco di Rodman.

All’87’ l’attaccante è tornata fino al limite della propria area per effettuare un intervento difensivo importante, recuperando il pallone e dando immediatamente il via alla transizione.

Negli ultimi minuti ha poi utilizzato esperienza e fisicità per portare la palla verso la bandierina e far scorrere il cronometro.

Sono dettagli che spiegano perché Trinity abbia assunto un peso sempre maggiore all’interno del Washington Spirit.

Non è più soltanto il talento esplosivo che può decidere una partita attraverso un’accelerazione.

È diventata una giocatrice capace di interpretare i momenti.

Quando attaccare.

Quando rallentare.

Quando accompagnare l’azione e quando difendere.

Il prossimo impegno dello Spirit sarà il 6 settembre sul campo dei Portland Thorns, un’altra partita importante per consolidare la posizione nella parte alta della classifica.

Dall’Audi Field a Flushing Meadows

Pochi giorni dopo quella prestazione, Rodman si è spostata a New York.

La ragione è nota: il rapporto con Ben Shelton, uno dei migliori tennisti statunitensi del momento.

I due rendono pubblica la loro relazione dalla primavera 2025 e negli ultimi mesi sono diventati una delle coppie sportive più seguite negli Stati Uniti.

Ieri Trinity si è presentata all’Arthur Ashe Stadium con una maglietta nera con la scritta “I love my boyfriend”, dettaglio immediatamente ripreso dai media americani.

Non era però una presenza costruita soltanto per le telecamere.

Rodman ha seguito con grande partecipazione una partita molto complicata.

Hurkacz, ex numero 6 del mondo e uno dei migliori battitori del circuito, ha costretto Shelton a giocare quattro set estremamente equilibrati.

Dopo aver vinto il primo, l’americano ha perso il secondo e ha avuto bisogno del tie-break per conquistare il terzo. Il quarto è rimasto in equilibrio fino al break decisivo nel dodicesimo game.

Al termine Shelton ha potuto festeggiare il passaggio del turno insieme al pubblico di casa.

E in tribuna c’era ancora Trinity.

Un rapporto nel quale entrambi conoscono la pressione

La relazione tra Rodman e Shelton attira attenzione anche perché unisce due sportivi molto giovani ma già abituati a una pressione enorme.

Trinity ha 24 anni ed è da tempo uno dei volti principali del calcio femminile americano.

Shelton ne ha 23 ed è diventato uno dei giocatori sui quali gli Stati Uniti costruiscono la speranza di tornare a vincere uno Slam maschile.

Il tennis americano aspetta un campione degli US Open dai tempi di Andy Roddick nel 2003.

Il calcio femminile statunitense, invece, sta costruendo il ciclo che porterà al Mondiale 2027 e successivamente alle Olimpiadi.

Entrambi si muovono quindi all’interno di aspettative nazionali molto forti.

Rodman lo conosce perfettamente.

La rinascita dopo i problemi fisici

Il 2026 ha assunto un significato particolare nella carriera di Trinity.

La stagione precedente era stata pesantemente condizionata da problemi fisici e dal tentativo di gestire il carico su una giocatrice che basa gran parte del proprio calcio sull’esplosività.

Il nuovo anno l’ha riportata progressivamente verso una maggiore continuità.

A gennaio aveva anche indossato per la prima volta la fascia da capitano della nazionale statunitense, segnando nel 6-0 contro il Paraguay.

È stato un passaggio simbolico.

Emma Hayes non vede più Rodman soltanto come una delle migliori armi offensive della USWNT, ma come una giocatrice alla quale affidare responsabilità crescenti.

Anche le prestazioni con Washington confermano questa evoluzione.

Una delle figure centrali della nuova USWNT

Il valore di Trinity nel calcio statunitense deriva soprattutto dalla capacità di produrre qualcosa che poche altre giocatrici possiedono: accelerazione e imprevedibilità nell’uno contro uno mantenendo contemporaneamente potenza fisica.

Quando parte larga può affrontare direttamente il terzino.

Quando si muove all’interno può attaccare la profondità.

Quando riceve con spazio può generare un’occasione praticamente da sola.

L’azione del gol contro Bay FC è un perfetto esempio.

Rodman riceve lontano dalla porta, crea il vantaggio attraverso la corsa e arriva personalmente alla conclusione.

Non viene registrato un assist perché il pallone colpisce la traversa prima del tocco di Metayer.

Dal punto di vista reale, però, il gol appartiene quasi interamente alla sua iniziativa.

Washington punta ancora in alto

Il successo del 30 agosto era indispensabile anche per la classifica.

La squadra aveva attraversato un agosto complicato, con sconfitte contro San Diego, North Carolina e Orlando e un pareggio contro Angel City.

La vittoria con Bay FC ha interrotto quella serie e ha riportato lo Spirit al secondo posto.

Per una squadra che vuole arrivare ai playoff con ambizioni da titolo, ritrovare Rodman nella fase decisiva della stagione è fondamentale.

Trinity può diventare la differenza tra una buona squadra e una squadra capace di vincere.

Due sport, la stessa settimana

È proprio questa combinazione a spiegare perché il nome di Trinity Rodman abbia nuovamente occupato giornali e social nelle ultime ore.

Domenica è stata protagonista sul terreno di gioco.

Mercoledì era protagonista anche sugli spalti dell’US Open.

Il rischio sarebbe raccontare soltanto la seconda immagine, trasformando una delle migliori calciatrici americane nella “fidanzata di Ben Shelton”.

Il momento sportivo dice invece qualcosa di molto diverso.

Rodman arriva a settembre dopo aver creato il gol che ha riportato Washington alla vittoria e con una nuova responsabilità all’interno della propria squadra e della nazionale.

Il viaggio a New York aggiunge soltanto un capitolo più leggero.

Shelton ha superato Hurkacz.

Trinity ha festeggiato dagli spalti.

Poi tornerà il calcio.

Il 6 settembre c’è Portland-Washington e il Washington Spirit ha ancora un campionato da inseguire.

Negli ultimi giorni Rodman è riuscita quindi a essere contemporaneamente protagonista della NWSL e uno dei volti più fotografati degli US Open.

Ma il centro della sua storia resta il campo.

E quel tiro contro la traversa, trasformato da Metayer nell’1-0 contro Bay FC, è probabilmente il modo migliore per ricordarlo.

 
 
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