juventus nuovo logo
Tempo di lettura stimato: 6 minuti
   

Quattro giorni fa l’aveva definita una “non-squadra”. Questa mattina Giancarlo Marocchi può finalmente parlare di segnali positivi. La Juventus ha risposto alla pesante critica dell’ex centrocampista bianconero travolgendo 5-0 il NEC Nijmegen all’esordio nella fase campionato di Europa League e il commentatore di Sky Sport ha individuato soprattutto due protagonisti della svolta: Douglas Luiz in mezzo al campo e Nick Woltemade come riferimento offensivo.

Il successo dell’Allianz Stadium è arrivato attraverso cinque marcatori differenti: Nico Gonzalez al 9’, Kerim Alajbegovic al 24’, Woltemade su rigore al 35’, Zeki Celik al 75’ e Randal Kolo Muani all’82’. Per Luciano Spalletti è la risposta che serviva dopo il 3-2 subito dal Sassuolo nell’ultima giornata di campionato.

Marocchi aveva demolito la Juventus dopo Sassuolo

Per comprendere il cambio di tono bisogna tornare a domenica sera.

Dopo la sconfitta al Mapei Stadium, Marocchi era stato uno degli opinionisti più duri negli studi di Sky Calcio Club. Secondo l’ex juventino, il problema non riguardava un singolo reparto: la squadra era peggiorata progressivamente rispetto all’esordio stagionale contro il Frosinone e non mostrava ancora una vera identità collettiva.

Il giudizio aveva fatto discutere soprattutto perché in panchina c’è Luciano Spalletti, tecnico riconosciuto proprio per la capacità di costruire meccanismi e relazioni molto precise.

Marocchi aveva inoltre individuato una difficoltà nella comunicazione interna, collegandola alla presenza di molti giocatori stranieri e alla mancanza di un nucleo stabile capace di trasferire in campo le indicazioni dell’allenatore quando la partita cambia.

Contro il NEC, per la prima volta dopo alcune settimane, ha visto una squadra molto più vicina a ciò che si aspetta.

Douglas Luiz da regista convince

Il primo promosso è Douglas Luiz.

Spalletti lo ha utilizzato davanti alla difesa accanto a Pape Matar Sarr e il brasiliano ha offerto una prestazione ordinata, partecipando alla costruzione e soprattutto aiutando i compagni nelle diverse zone del campo.

Marocchi ha definito la sua prova “veramente una bella partita”, sottolineando la capacità dell’ex Aston Villa di interpretare il ruolo del regista senza limitarsi a ricevere il primo pallone dai difensori.

È un’indicazione particolarmente significativa dopo un’estate nella quale Douglas Luiz sembrava destinato a lasciare Torino.

Spalletti lo ha invece progressivamente riportato dentro il progetto e le ultime settimane hanno confermato quanto il brasiliano possa diventare importante soprattutto in assenza di Manuel Locatelli.

Marocchi meno convinto da Sarr

Il giudizio è stato differente su Pape Matar Sarr, alla prima presenza da titolare con la Juventus dopo un inizio di stagione condizionato dai problemi fisici.

Marocchi lo ha definito “arrugginito”. Il senegalese ha comunque partecipato all’azione del gol di Alajbegovic con il passaggio che ha avviato la combinazione decisiva, ma secondo l’ex bianconero ha inciso poco nel resto della partita, in risposta a Capello su Sky Sport ha infatti commentato così:  «No, l’ho visto: ha fatto un passaggio su McKennie. Ma allora, se Spalletti invece di mandarmi le impostazioni mi avesse mandato in campo oggi, con quella linea così alta, una palla dietro la linea l’avrei messa anch’io per McKennie, che poi l’ha passata giustamente ad Alajbegovic che ha fatto un gran gol».

È una valutazione che non equivale a una bocciatura.

Sarr sta ancora cercando ritmo e continuità dopo settimane complicate e lo stesso Spalletti ne ha più volte evidenziato le qualità fisiche. La sfida con il NEC rappresentava soprattutto un’occasione per accumulare minuti.

Il test più significativo arriverà contro avversari capaci di portare maggiore pressione sulla mediana.

“Finalmente” un centravanti su cui appoggiarsi

La frase destinata a generare maggiormente discussione riguarda però Nick Woltemade.

Il tedesco ha conquistato e trasformato il rigore del 3-0, ma Marocchi ha guardato soprattutto al lavoro svolto spalle alla porta. La Juventus, secondo l’ex centrocampista, ha finalmente mostrato “la parvenza di un centravanti” sul quale potersi appoggiare senza vedere il pallone tornare immediatamente indietro.

La frase contiene inevitabilmente anche un confronto con Randal Kolo Muani.

Il francese era stato titolare nelle giornate precedenti senza riuscire a trovare il gol e Sky aveva già evidenziato numeri poco convincenti nei duelli e nel gioco da riferimento centrale. Contro il NEC è invece entrato nella ripresa, ha servito l’assist per Celik e ha segnato personalmente il definitivo 5-0.

Per Spalletti è il tipo di problema che ogni allenatore vorrebbe avere: due centravanti a segno nella stessa serata.

Woltemade offre qualcosa di differente

La caratteristica che ha colpito Marocchi è soprattutto la possibilità di giocare direttamente sul numero nove.

Woltemade, grazie alla propria struttura fisica, permette alla Juventus di uscire anche attraverso palloni verticali quando la costruzione bassa viene chiusa. Può proteggere il possesso, attendere gli inserimenti dei trequartisti e obbligare i centrali avversari a difendere in maniera più diretta.

Il concetto espresso da Marocchi è semplice: se il pallone giocato sulla punta non viene perso immediatamente, tutta la squadra può guadagnare metri.

È qualcosa che contro il Sassuolo era mancato quasi completamente.

Cinque marcatori e una Juventus finalmente verticale

Anche il tabellino racconta un cambiamento.

Nico Gonzalez ha aperto la partita attaccando direttamente la profondità sul lungo lancio di Grabara. Alajbegovic ha raddoppiato dopo una combinazione con McKennie. Woltemade ha trasformato il rigore procurato ancora da Gonzalez. Nella ripresa, Kolo Muani ha creato il quarto gol con una progressione sulla fascia e ha poi segnato il quinto attaccando lo spazio su un lancio di Lucumí.

La Juventus è stata quindi pericolosa in modi differenti.

Non soltanto attraverso possesso e combinazioni centrali, ma anche con profondità, transizioni e gioco diretto.

È probabilmente questa varietà ad aver convinto maggiormente Marocchi.

Per l’ex juventino l’Europa League ha un significato speciale

C’è inoltre una curiosità statistica che rende particolarmente interessante il ruolo di Marocchi nella serata europea.

Con 40 presenze, Giancarlo Marocchi è ancora oggi il giocatore della Juventus con più partite disputate nella storia della Coppa UEFA/Europa League. Dietro di lui ci sono Sergio Galia con 33, Alessandro Del Piero con 32 e Roberto Bettega con 31.

Marocchi ha vissuto direttamente due delle grandi campagne europee della Juventus di quell’epoca e conosce quindi molto bene il peso della competizione nella storia bianconera.

Alla vigilia del NEC aveva chiesto proprio questo: iniziare con forza, coinvolgere il pubblico e mandare immediatamente un segnale alle altre squadre.

Il 5-0 è andato esattamente in quella direzione.

Ora arriva l’Atalanta, il test che interessa davvero a Marocchi

Lo stesso opinionista ha però evitato di trasformare la vittoria in una promozione definitiva.

Il NEC ha offerto una resistenza limitata e alcuni gol sono stati agevolati anche dagli errori del portiere olandese. Il valore reale dei progressi juventini dovrà essere verificato già nel prossimo turno di campionato.

E Marocchi lo ha detto chiaramente: vuole vedere Woltemade e la Juventus contro l’Atalanta.

Sarà quello il confronto più utile.

Contro una squadra fisicamente aggressiva, capace di difendere in avanti e vincere duelli individuali, Douglas Luiz avrà meno tempo per impostare e Woltemade troverà centrali molto più difficili da spostare.

Dal “non-squadra” al primo segnale di crescita

In appena quattro giorni il racconto intorno alla Juventus è quindi cambiato.

Dopo Sassuolo, Marocchi vedeva una squadra senza identità e in progressivo peggioramento. Dopo il NEC riconosce invece una mediana più funzionale, un centravanti capace di offrire un riferimento e soprattutto una formazione che ha continuato ad attaccare anche sul 3-0.

Non basta ancora per dire che i problemi siano stati risolti.

Ma il 5-0 europeo ha consegnato a Spalletti qualcosa che mancava: una prestazione nella quale risultato e gioco hanno raccontato la stessa storia.

Marocchi resta prudente, ma questa volta il suo giudizio contiene finalmente dei promossi. Douglas Luiz ha convinto da regista, Woltemade ha dato alla Juventus un vero riferimento centrale e Kolo Muani ha risposto segnando dalla panchina. Adesso arriva l’Atalanta: lì capiremo se il NEC è stato soltanto una notte felice oppure l’inizio della squadra che Spalletti sta cercando di costruire.

 
 
Tempo di lettura stimato: 6 minuti
 
 

Leggi Anche

Tutti i vincitori della Serie A di futsal

Allenamento di calcio: perché le partite a tema sono utili nelle giovanili

Cilento: meta turistica favorita di molti calciatori

Il motivo per cui il Futsal è ottimo per allenare i giovani

Il canale YouTube della UEFA sul calcio femminile

Cos’è una “rabona” e perché si chiama così?

Loading...