mourinho

Giovedì sera lo special one cercherà la finale di Europa League con il Manchester

Saranno 14? Probabilmente si, di certo domani sera José Mário dos Santos Mourinho Félix, meglio e più semplicemente conosciuto come José Mourinho, o come Mou o, meglio, come Special One, farà di tutto per raggiungere la sua ennesima finale dopo averne già disputate ben 13.

Non poche per un allenatore che ha appena 54 anni e che di queste 13 ne ha vinte ben 11, perdendone due soltanto ai tempi supplementari. Mourinho in finale è sinonimo di vittoria e quindi in casa Ajax, Celta Vigo permettendo, stanno già facendo gli scongiuri e di sicuro faranno il tifo per gli spagnoli. Conclusa una modesta carriera da calciatore, ha intrapreso quella di allenatore dapprima come assistente in Portogallo e in Spagna (al Barcellona come vice di Bobby Robson) e poi come allenatore in prima di Benfica e União Leiria.

Lo Special One comincia la carriera di coach dopo una modesta carriera di calciatore, un po’ come il nostro Arrigo Sacchi, ma tra le primissime esperienze ha anche quella, non certo di poco conto, di assistente di Bobby Robson al Barcellona. Mourinho però diventa un vincente quando si trasferisce a casa, al Porto, dove in due stagioni e mezzo vince praticamente di tutto: due tituli nazionali, una Coppa di Portogallo, una Supercoppa di Portogallo, una Coppa Uefa fino al top della Champions League. E’ l’anno della definitiva consacrazione, è il 2004 e lì arriva Abramovich che lo chiama per il suo Chelsea dove a livello inglese vince praticamente tutto: due Premier League (2005 e 2006), due Coppe di Lega (2005 e 2007), un Community Shield (2005) e una Coppa d’Inghilterra (2006-2007).

Dopo l’esperienza d’oltre Manica arriva all’Inter di Moratti dove diventa un autentico mito, sia per le conferenze stampa di cui si rende straordinario protagonista con frasi ormai passate alla storia come ‘zero tituli’, ‘prostituzione intellettuale’ , ‘area da 25 metri’, ma anche e soprattutto per i successi con i quali arricchisce la bacheca dei neroazzurri fino allo storico Triplete con il quale chiude la sua esperienza interista trasferendosi la sera del Bernabeu in casa del Real Madrid dove firma un triplete meno pesante vincendo comunque Liga, Coppa del Re e Supercoppa di Spagna. Un solo anno con i Blancos poi di nuovo al Chelsea dove vince un’altra Premier e l’ennesima Coppa di Lega. Da quest’anno è al Manchester United dove insegue un insolito tris visto che ha già alzato Community Shield e Coppa di Lega.

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