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La vittoria contro il Bologna chiude i conti per l’Europa e consente alla proprietà cinese di conquistare il primo successo in rossonero

Un pomeriggio perfetto, esattamente quello che serviva per chiudere al meglio la stagione che deve diventare obbligatoriamente quella del rilancio. I tre punti conquistati contro il Bologna non significano solo primo successo con a capo la propria cinese, anzi significa tanto altro. Ed anche dallo spessore decisamente diverso. Il primo? Facile, la qualificazione ai preliminari di Europa League che rappresentano il secondo traguardo dopo la vittoria della Supercoppa Italiana.

Un binomio che per il Milan del passato rappresentano un piccolo contentino, ma che per il Milan del presente è puro ossigeno in vista del Milan che verrà. Un doppio successo che ridà per il momento fiato all’intero ambiente e che di conseguenza dà ancora più credito al corso di Vincenzo Montella, il vero artefice del rilancio rossonero. Colui che ha saputo assorbire come una spugna qualsiasi problematica, colui che in un colpo solo ha fatto en plein. Perché non ci sono soltanto i traguardi raccontati in precedenza, c’è anche la centesima vittoria da allenatore in serie A (18 con il Milan, 6 con la Sampdoria, 58 con la Fiorentina, 11 con il Catania e 7 con la Roma).

Bisogna però ammettere che l’attesa è stata snervate, anche stancante e preoccupante a dir la verità visti gli ultimi risultati, ma nel momento più importante è finalmente arrivata. Diventando in un attimo la più bella, come giusto che sia. Perché l’ultima è sempre la più bella. Arrivata tra l’altro, proprio come la prima, contro il Bologna. Oggi a San Siro, ieri a Dall’Ara (23 febbraio del 2011). Oggi l’hanno decisa Deulofeu, Honda e Lapadula, ieri il giallorosso De Rossi. Nel mezzo un lungo percorso condito da 226 panchine in A (57 i pareggi e 69 le sconfitte), con una media punti pari quasi all’1,60. Ma per Montella questo è solo l’inizio, da luglio prossimo si aprirà un nuovo capitolo della sua carriera da allenatore. Forse il più importante, riportare il Milan sul tetto d’Italia e d’Europa.

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