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Dalla Tv ai social, come è cambiato il calcio…

Che il calcio sia cambiato è cosa già nota, e magari fossero cambiate solo le presentazioni dei giocatori o il loro modo di interagire con i propri tifosi. Inutile anche solo parlare del cambio fisico, tecnico-tattico o degli uomini che praticano questo sport.

E possiamo dire che il pallone spesso e volentieri è stato succube di qualcosa nelle varie epoche, anche se poi come un macigno se le tira tutte dietro. Prima dell’avvento della televisione, c’era la politica, e si badi bene che per politica si intende anche movimenti di poltrone o questioni a metà tra cosa pubblica e mondo dell’imprenditoria. Non meramente voti alle elezioni.

La televisione ha cambiato [in molti sport, non solo nel calcio] le carte in tavola e lo ha fatto gradualmente entrando nelle case delle persone come facevano i classici porta a porta. Come d’altronde fa oggi il media che ha velocizzato il mondo intero, internet: ti offro qualcosa gratis senza chiedere, apparentemente, nulla a cambio.

Internet ha però messo nuovamente in discussione il tutto. E sono stati soprattutto i social network i fautori di questa rivoluzione: hanno massificato all’ennesima potenza una tendenza avviata da altri media mezzo secolo fa, impiegandoci però poco più di dieci anni.

E così si è passati dall’interpretare semplicemente gli atteggiamenti visti nel campo o per televisione a poter vivere quasi ogni minuto del proprio beniamino tramite i social.

José Altafini, ad esempio, era molto amato dai napoletani dell’epoca (giocò nel Napoli dal 1965 al 1972) perché nel campo era istintivo come uno scugnizzo dei quartieri. Lo stesso ovviamente valeva per Maradona.

Napoli, però, forse è una città troppo  viscerale e fare degli esempi è fin troppo facile. E in fatto di presentazione dei giocatori, soprattutto dei grandi, ha sempre fatto grandi feste, a prescindere dall’epoca. Infatti i due furono fortemente acclamati dal pubblico, l’oriundo perché arrivò dal Milan in tandem con Sivori, che invece arrivava dalla Juventus, e questo fece sognare i tifosi partenopei, Maradona, beh… tutti sappiamo come andò:

Per le presentazioni in grande stile, però, dobbiamo risalire lo stivale, e arrivare a Milano. Prima Ronaldo, Luis Nazario, e poi Gabigol delineano il vero cambiamento dei tempi. Il Fenomeno venne presentato in pompa magna e ripreso da ogni media nazional-popolare e quando arrivò per tutti sembrò essere un alieno (cosa che in fondo era). ma è il tanto rumore fatto per la presentazione di quello che dovrebbe essere il suo erede ci fa capire meglio la differenza di risonanza dell’era social.

Velocità e sfarzo sembrano essere il leitmotiv del tutto (e del niente). E quindi non solo le interazioni tra i calciatori e il populaccio sono più veloci, ma anche i pensieri e i valori sembrano essere velleitari.

Troppo facile parlare di Gigio Donnarumma, e di tutto ciò che da fine campionato ad oggi è successo intorno a lui. Ma se parliamo di social non possiamo di certo non tirarlo in ballo. Come quando qualche settimana fa, che aveva prima chiesto scusa ai tifosi tramite Instagram per poi cancellare l’account, a causa di un attacco hacker sembra.

Per non parlare del presunto epic-fail di Cuadrado per la presentazione della nuova maglia della Juventus o, più in generale, dell’utilizzo che gli sportivi ne fanno per fare comunicazioni private. Ed ecco che arrivano anche dei video particolari per presentare un nuovo acquisto. Come quello tra Paul Pogba e il neo-acquisto dei Reds Romelu Lukaku:

Non solo i giocatori hanno cambiato modo di comunicare con i comuni mortali, ma anche quello delle squadre con i propri tifosi. Le opportunità e la risonanza che offrono internet e i social network sono nettamente superiori a qualsiasi altro media, oltre ad abbattere nettamente i costi permette di avere un pubblico profilato e vicino ai propri sentimenti. E quindi le presentazioni vengono fatte via web, diretta Facebook, Twitter, Instagram o YouTube non fa differenza. Basta che sia online.

E non solo i giocatori, anche gli allenatori vengono annunciati tramite social, come il Reading ad esempio, che rinnova con Jaap Stam e decide di annunciarlo così:

E se il Reading si affida all’assonanza Stam-Batman, l’annuncio del nuovo allenatore del Crystal Palace ha del religioso. Infatti il club inglese sceglie la fumata bianca di un tipico locale londinese per annunciare Frank De Boer come nuovo coach del club di Londra.

La scelta dei locali da parte delle società, però, non sempre è un’idea felice soprattutto se si vuole annunciare un nuovo acquisto per direttissima. Ne sanno qualcosa all’Oxford City, che per dare notizia di aver aggiunto in rosa Matt Peterson scelgono un fast-food della cittadina.

Dal rumorosissimo modem collegato alla linea telefonica ad oggi, internet ne ha fatta di strada e col nuovo millennio l’interazione tra le persone è cambiata. Nel calcio non poteva essere diverso, e nonostante le continue prove che se esiste un dio di questo sport non è ancora morto (si pensi a Griezmann e al procuratore che l’ha mollato), ma spesso e volentieri sembra non esserci limite al peggio.

A difesa dei social però c’è da dire che grazie a loro oggi è più facile viralizzare qualsiasi cosa, di rendere testimoni chiunque. Cosa difficile da fare prima, diciamo, dei cellulari, ma non così diretti, come Cristian Zaccardo che si offre su LinkedIn con tanto di curriculum:

 

zaccardo linkedin
Zaccardo su LinkedIn
 

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