james rodriguez colombia

Gustavo Upegui: il narcotrafficante che permise a James di crescere

James Rodriguez, ora in prestito al Bayern Monaco, e Leo Messi, hanno una storia in comune: entrambe da bambini sono stati sottoposti a un trattamento ormonale per la crescita. Nel caso del crack argentino è stato il Barcelona a pagarlo, nel caso del colombiano, una squadra del suo Paese, l’FC Envigado.

Come spiega www.las2orillas.co, la storia è questa: Gustavo Upegui è diventato famoso nei primi anni ’90 come capo del cartello di Envigado, sotto l’ala protettrice di Pablo Escobar (conosci il suo interesse per il calcio?), e pur essendo accusato di sequestro di persona aggravato e cospirazione per la costituzione di gruppi privati di vigilantes, ha trascorso solo 45 giorni di carcere nel 1998 e un mese nel 2001, ottenendo la libertà per mancanza di prove.

Upegui acquistò l’Envigado FC quando era un modesta squadra di Serie B colombiana, con l’intenzione di catapultarla alla fama, e si narra che volesse farlo per riciclare denaro. Che novità!

James Rodriguez è stato uno dei talenti scelti per l’operazione, insieme all’ex Inter Fredy Guarín, Juan Fernando Quintero e Dorlan Pabón.  “Don Gustavo”, così lo chiamavano, rimase affascinato dall’attuale numero 10 della Nazionale colombiana al vederlo segnare due gol nel 2003, allo Stadio Atanasio Girardot di Medellin, quando aveva solo 11 anni.

Dopo la partita, Gustavo si fermò a parlare con Maria del Pilar Rubio, la madre di un giovane James, e suo patrigno Juan Carlos Restrepo. La proposta fu secca e rapida: Upegui voleva che il piccolo giocasse un semestre con l’Independiente Medellin (DIM) per poi dare il grande salto al calcio professionistico, con l’Envigado, che è rimasta comunque la sua squadra per un decennio.

La famiglia Rodriguez accetta e il narcotrafficante mette a disposizione un appartamento per aiutarli anche a trovare una “sistemazione professionale”. I tecnici del Medellin erano però preoccupati per la fragilità di James in campo ma, soprattutto, per la sua bassa statura. Fernando Jiménez, allora proprietario del DIM, non vedeva alcun futuro per il giocatore nel suo club e così decide di vendere il 35% del cartellino a Upegui, che ha mantenuto i diritti del giocatore e per ovviare al problema statura gli fece fare un trattamento ormonale.

Il 21 Gennaio 2006, a soli 14 anni, 10 mesi e nove giorni, fece il suo debutto nel calcio che conta: entra nel secondo tempo e mette la sua firma sulla partita rifilando ‘tunnel’ e mettendo in difficoltà difesa e portiere avversario.

Un mese dopo Gustavo Upegui venne ucciso.

Con l’arrivo del centrocampista ‘cafetero’ (così vengono chiamati i giocatori colombiani) a Monaco di Baviera, il quotidiano tedesco Bild ha fatto eco su un rapporto colombiano del 2014 uscito fuori in seguito alla pubblicazione del libro ‘James, la sua vita‘, un lavoro del giornalista Nelson Fredy Padilla.

C’è addirittura un intero capitolo dedicato al tema. Come rivelato qualche giorno fa da antena2.com.co, il “trattamento ormonale è stato finanziato dall’Envigado FC, dal momento che la sua statura non rientrava nei loro standard (del DIM ndr) e considerando la genetica familiare. Poi hanno messo un sacco di soldi per i trattamenti muscolari, la palestra e ormoni fino a quando non è cresciuto fino a 1,80m di altezza”, Messi, invece, solo 1,70m.

Ma tornando a James, c’è di più, altre fonti aggiungono che chi ha pagato il trattamento del fuoriclasse colombiano fu in realtà Gustavo Upegui personalmente.

Ti potrebbe interessare

Se le nazionali si facessero con i migliori calciatori di ogni lega…

John Terry e la speciale clausola con la sua nuova squadra…

Marko Arnautovic, il ritardatario preferito di Mourinho

Jack Harrison, un “English Man in New York”…

Real Madrid, periodo di rinnovi contrattuali per i blancos

La vera ragione per cui Ruud Van Nistelrooy lasciò lo United