AS ROMA

Ai microfoni di Radio Onda Libera parla il progettista della ‘Dacia Arena’ Roberto Regni

Durante la puntata di questo lunedì di Pezzi da 90, il cronista di Massimo Boccucci (direttore di Infopress e firma del Corriere dello Sport-Stadio) ha avuto un intervento illustre, per quanto concerne la questione stadi, ovvero quello dell’ingegnere Roberto Regni, che ha lavorato al progetto del nuovo stadio di Udine ed è nello staff internazionale impegnato per l’impianto a Tor di Valle della Roma. Non un professionista qualunque, insomma.

Dottor Regni, il presidente giallorosso James Pallotta viene da due giorni di riunioni anche con il Comune di Roma per lo stadio di Tor di Valle: secondo lei è stato trovato un giusto compromesso tecnico-strategico?

“Il momento è particolare, direi molto delicato, e se ne sta occupando la Roma con tutto il suo gruppo di lavoro che ha grande competenza ed è fortemente impegnato per trovare gli equilibri tra la politica e la parte tecnica. La struttura è sicuramente molto valida e ha potuto prendere corpo e sostanza grazie alla legge 147 del 27 dicembre 2013, a cui ha lavorato in modo determinante il direttore generale della Federcalcio Michele Uva fin dai tempi del suo impegno al Coni. Senza quella legge lo stadio della Roma non si sarebbe mai potuto fare. Il progetto preliminare è stato approvato in presenza di quella legge”.

Con l’operazione a Roma ora sarà più facile vedere altri stadi nuovi e di proprietà dei club?
“Me lo auguro. La Juve tenendo conto del contesto generale è all’avanguardia a livello mondiale, l’Udinese lo è a livello soprattutto europeo. La Fiorentina sta percorrendo la stessa strada. Lo Stato non ha i soldi per finanziare il rinnovo degli stadi che così come sono stanno muorendo”.

La Dacia Arena di Udine concorre al titolo di Stadio dell’anno 2016: è un riconoscimento a cosa in particolare secondo lei?
“Grazie anche all’impegno del direttore Uva e a tante capacità si è arrivati a questo risultato. Lo stadio è un gioiello della famiglia Pozzo che l’ha fortemente voluto in un percorso partito prima della legge del 2013. Hanno votato questo stadio i tifosi e i tecnici. E’ stato l’unico impianto italiano scelto a livello internazionale”.

Qual è il Paese più all’avanguardia nell’impiantistica calcistica?
“C’è l’Inghilterra, ci sono Germania e Brasile. Direi quei Paesi che hanno ospitato le grandi manifestazioni come le Olimpiadi, i Mondiali, gli Europei. L’Italia da tanto tempo non ospita grandi competizioni”.

Questo il podcast della puntata:

Fonte: Radio Onda Libera

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