Un campione d’Europa e del mondo per completare la difesa dopo la chiusura del mercato. È una suggestione di alto profilo, ma per ora va definita esattamente per quello che è: David Alaba è uno dei giocatori svincolati valutati dalla Lazio, senza che risulti al momento una vera trattativa avanzata. Il nome dell’austriaco è emerso con forza oggi, 4 settembre, dopo che il direttore sportivo Angelo Fabiani ha confermato pubblicamente di aver lasciato liberi alcuni slot nella lista proprio per continuare a monitorare il mercato dei free agent.
L’idea è affascinante.
Alaba ha 34 anni, è libero dopo la conclusione dell’esperienza al Real Madrid e possiede qualità ed esperienza difficilmente reperibili a mercato chiuso. La difficoltà è altrettanto evidente: ingaggio, condizioni fisiche e sostenibilità complessiva rendono l’eventuale operazione tutt’altro che semplice. Le fonti vicine all’ambiente biancoceleste parlano infatti di una pista ancora embrionale.
La Lazio, però, ha costruito deliberatamente la propria lista in maniera da potersi muovere.
Ed è questo il dettaglio che rende il nome di Alaba attuale.
Fabiani lascia posti liberi per gli svincolati
Il mercato italiano ha chiuso, ma quello degli svincolati segue regole differenti.
Un calciatore senza contratto può essere ingaggiato anche dopo il termine della finestra ordinaria, nei limiti dei regolamenti sulle liste e sui tesseramenti.
Durante la presentazione degli ultimi acquisti, Fabiani ha spiegato proprio ieri che la Lazio ha volutamente lasciato slot disponibili per mantenere aperta la possibilità di intervenire.
Le esclusioni di Patric e Luca Pellegrini dalla lista hanno aumentato immediatamente le speculazioni.
Fabiani non ha annunciato l’arrivo di un giocatore specifico e ha sottolineato che il club vuole semplicemente monitorare le occasioni disponibili.
Ma il profilo della rosa suggerisce che la difesa sia uno dei reparti nei quali un’altra aggiunta avrebbe una logica.
Alaba è libero dopo cinque stagioni al Real Madrid
Il dato certo è che David Alaba non è più un giocatore del Real.
Il club spagnolo aveva annunciato il 22 maggio 2026 che il rapporto si sarebbe concluso al termine della stagione, ponendo fine a cinque anni ricchissimi di trofei.
Il bilancio ufficiale del Real Madrid parla di 131 presenze e undici titoli: due Champions League, due Mondiali per Club, due Supercoppe europee, due campionati spagnoli, una Copa del Rey e due Supercoppe di Spagna.
Numeri che bastano da soli per descrivere il livello della carriera.
Alaba era arrivato a Madrid nel 2021 dopo la lunghissima esperienza al Bayern Monaco ed era diventato immediatamente uno dei leader tecnici e caratteriali della difesa.
Il simbolo più famoso resta probabilmente la Champions League conquistata nella prima stagione, quando divenne protagonista anche delle celebrazioni madridiste.
L’ostacolo principale sono gli ultimi anni fisici
Il problema non riguarda il curriculum.
Riguarda soprattutto il corpo.
Gli ultimi anni di Alaba sono stati fortemente condizionati dagli infortuni, in particolare dopo la grave lesione al legamento crociato subita nel dicembre 2023.
Il recupero fu molto lungo e negli anni successivi l’austriaco non riuscì più a garantire con continuità la disponibilità che aveva caratterizzato buona parte della carriera.
È precisamente questo il principale elemento da verificare per qualsiasi società interessata.
La Lazio non avrebbe bisogno di acquistare il cartellino.
Dovrebbe però affrontare un investimento salariale significativo per un giocatore di 34 anni reduce da stagioni nelle quali la continuità è stata limitata.
La valutazione medica avrebbe quindi un’importanza enorme.
Perché tecnicamente sarebbe perfetto per Gattuso
Dal punto di vista del campo, invece, il fascino è evidente.
Alaba è uno dei difensori più duttili della propria generazione.
Può giocare da centrale mancino, da terzino sinistro e, in situazioni specifiche, anche da centrocampista. Con l’Austria è stato utilizzato in diverse zone proprio per la qualità tecnica nella gestione del pallone.
Una caratteristica particolarmente interessante per Gennaro Gattuso sarebbe la costruzione dal basso.
Alaba non è soltanto un difensore che recupera palloni.
Ha qualità nel primo passaggio, sa avanzare palla al piede ed è in grado di trovare verticalizzazioni che permettono alla squadra di superare una linea di pressione.
Dopo l’uscita di Alessio Romagnoli, un centrale mancino di questa esperienza offrirebbe alla Lazio qualcosa di molto difficile da trovare negli ultimi giorni estivi.
Lazio già profondamente cambiata
Il club biancoceleste ha appena concluso una sessione di mercato importante.
Ieri a Formello sono stati presentati Davide Frattesi, Andrea Pinamonti, Albert Gudmundsson e Josip Sutalo, quattro degli innesti principali della nuova Lazio.
Fabiani ha sostenuto di aver raggiunto gli obiettivi principali, ma nello stesso intervento non ha dichiarato chiuso definitivamente il mercato proprio a causa della possibilità di operare sugli svincolati.
È questa apertura a tenere vivo il dossier Alaba.
Non è peraltro l’unico nome.
Tra i calciatori accostati alla Lazio figurano anche Diogo Leite e, per altri reparti, Marcelo Brozovic e Mauro Icardi.
La dirigenza dovrà scegliere se sfruttare immediatamente uno degli slot oppure aspettare.
Un’operazione che richiederebbe condizioni favorevoli
Per rendere realistico il trasferimento servirebbe probabilmente un accordo economico molto differente rispetto agli standard raggiunti da Alaba negli anni di Madrid.
Il difensore arriva da uno dei club con gli stipendi più alti del calcio europeo e la Lazio non può costruire l’affare ignorando la propria struttura salariale.
L’austriaco dovrebbe quindi avere una forte volontà di tornare protagonista in un campionato di alto livello e contemporaneamente accettare condizioni compatibili con il progetto biancoceleste.
Non è impossibile.
Ma è ciò che rende corretto, almeno oggi, parlare di idea e non di trattativa.
La stessa fonte che ha rilanciato il nome questa mattina definisce l’operazione complessa e ancora lontana dalla fase concreta.
Alaba può ancora scegliere senza la pressione del gong
C’è inoltre un vantaggio per il giocatore.
A differenza dei calciatori sotto contratto, Alaba non era obbligato a trovare squadra entro la chiusura del mercato.
Può valutare proposte e progetti con maggiore calma.
Questo permette anche alla Lazio di effettuare verifiche senza essere costretta a chiudere un’operazione in poche ore.
Il tema diventa quindi più tecnico che temporale.
Come sta fisicamente?
Quale ingaggio richiede?
Quale ruolo immagina per la propria prossima squadra?
E quanto la Lazio considera necessario aggiungere un altro centrale?
Sono queste le domande che stabiliranno se la suggestione potrà davvero trasformarsi in qualcosa di più.
Dal Bayern e Madrid alla Serie A sarebbe un’altra grande sfida
Se l’affare dovesse svilupparsi, per Alaba sarebbe anche la prima esperienza della carriera in Italia.
Ha costruito gran parte della propria leggenda al Bayern Monaco, prima di aggiungere un altro ciclo vincente con il Real Madrid.
Serie A e Lazio rappresenterebbero un contesto molto diverso.
Meno pressione globale rispetto al Bernabéu, ma responsabilità immediatamente enorme all’interno di una squadra che gli chiederebbe leadership.
A 34 anni potrebbe avere ancora senso.
La condizione è che il fisico consenta di trasformare l’esperienza in prestazioni e non soltanto in prestigio.
Per questo David Alaba-Lazio è oggi una delle piste più affascinanti del mercato post-gong, ma anche una di quelle da trattare con maggiore prudenza.
Fabiani ha lasciato lo spazio.
Alaba è libero.
Il nome esiste davvero nei ragionamenti.
Tra questi tre elementi e una firma, però, c’è ancora parecchia strada.
