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Le divise degli sportivi sono diventate negli anni non solo più performanti per gli atleti stessi, ma anche sempre più “indossabili” anche dai comuni mortali e nella vita quotidiana.

Senza dilungarci su quanto poi sia diventato un business in cui gli atleti pubblicizzano direttamente e non vestiti sportivi, qualche volta quest’ultimi hanno destato scalpore e un bel po’ di vergogna a qualcuno.

Succede un po’ in tutti gli sport e alcune sono state scovate con la lente d’ingrandimento ma che potrebbero essere causa d’imbarazzo per nazioni intere.

Qualche volta i protagonisti non hanno provato imbarazzo, come la tennista francese Alizé Cornet, che agli US Open del 2018 mostrò per dieci secondi il reggiseno sportivo e venne punita con un warning.

Scatenò una bufera, e sui social tuonava una domanda che tacciò quel torneo di sessismo: «Perché se lo fa Djokovic non accade nulla?» (Fonte: Corriere della Sera)

Proprio il campione serbo, Novak Djokovic, fu invece protagonista di un episodio, unico quanto raro, che probabilmente gli causò un imbarazzo sportivo non indifferente. A Parigi nel 2012 ebbe la brillante idea di indossare la mascherina di Dart Fener all’entrata in campo contro l’americano Sam Querrey, che l’anno prima aveva indossato i panni di Skywalker.

Ora anche se non siete amanti di Star Wars o non avete neanche mai visto un solo film della Saga, sapete chi sono questi personaggi e come va a finire. La scelta di Nole fu più che premonitrice per quello che poi fu l’incontro. 0-6, 7-6, 6-4. Game, set e match per Querrey Anakin Skywalker.

© tennis.it

Costumi rotti dei nuotatori

Uno degli sport in cui più di frequente si hanno questo genere di problemi è il nuoto: ben due casi hanno avuto luogo in Italia. Nel 2009 a Roma, dopo essersi strappato la tuta, il nuotatore statunitense Rickhard Berens riuscì a qualificarsi per la finale dei mondiali di nuoto.

© bleacherreport.com

Lo stesso problema, nello stesso anno per una nostra connazionale accadde ai Giochi del Mediterraneo a Pescara, in Italia. Per questo strappo al costume Flavia Zoccari fu addirittura squalificata per la gara finale.

© bleacherreport.com

Errori incredibili sulle divise

Spesso e volentieri ci sono stati errori “di battitura” sulle varie divise da gioco, cosa capitata sia alla squadra di baseball che a quella di football di Washington. Ai Nationals (baseball; n.d.a.) venne omessa una “O”, con conseguenti scusa da parte dell’azienda produttrice, mentre ai Redskins (football; n.d.a.) venne inserita una “I” di troppo ai giubbotti delle cheerleader.

© bleacherreport.com
© www.totalprosports.com

Ancora più incredibile, e che vi abbiamo già indirettamente anticipato, è quello che riguarda la nazionale Filippina a cui erano state cucite le bandiere al contrario.

© blazingbawa.com

Forse il più clamoroso errore da parte di un club, è stato quello della squadra di calcio australiana, il Brisbane FC, che nella partita di AFC Champions League (la Champions asiatica; n.d.a.) contro i filippini del Ceres-Negros FC fu costretta a cambiare un numero col nastro usato dai medici per fasciare gli atleti. Ecco la foto della figuraccia.

© www.goal.com

Sportivi con i pantaloni calati

Accade spesso che ad alcuni sportivi vengano tirati giù i pantaloncini, a qualcuno perché altrimenti non li fermeresti in nessun modo, come nel calcio potrà essere capitato qualche volta a Maradona, Messi o Ronaldinho. Esistono però altri sport, come il rugby o il football americano, in cui il contatto è norma e che vengano calate le braghe può facilmente capitare.

Come capitato a Tommy Kelly, difensore dei New England che nel 2009 perse i pantaloni in un tentativo di placcaggio.

A Paul Pierce un avversario glieli tolse addirittura durante un’azione di gioco. Quell’avversario in Italia lo conosciamo bene, oggi si chiama Metta World Peace e alla fine di quel match si scusò pubblicamente per quel gesto.

Nel 2013 Jan Vertonghen, allora giocatore del Tottenham, fece lo stesso ma senza malizia, nel semplice tentativo di fermare Nicklas Helenius, attaccante dell’Aston Villa.

© sportige.com

Le divise inguardabili

In questa sezione potremmo inserire Jorge Campos di diritto, anche se forse negli anni ’90 le sue magliette erano molto gettonate. Altri tempi.

Ahinoi questo merito però va a due realtà del mondo del ciclismo, alla squadra colombiana Bogotà Humana, che si presentò così al Giro di Toscana del 2014…

© http://uacorporate.com

… e alla nazionale di ciclismo USA, con la quale però vinse addirittura una medaglia d’argento.

© uacorporate.com

La divisa peggiore di sempre, probabilmente, se l’aggiudica la squadra di lancio del disco australiana ai giochi olimpici di Londra 2012.

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Scelta simile, quella di una “divisa anatomica”, la fece nella stagione 2016/2017 squadra di terza serie spagnola, il Deportivo Palencia. E qui bisogna ovviamente, aprire un capitolo a parte per le divise più brutte del calcio.

© Sky Sport

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Sai quali sono state le divise delle nazionali con sponsor?

 
 

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