LaLiga
 

Tempo di Lettura: 5 minuti

Contatti costanti dall’inizio dell’emergenza, che sono culminati in ben quattro riunioni on line, tutte concentrate nell’ultima settimana, ma Legacalcio e Assocalciatori iberiche non sono state capaci di trovare un’intesa. E così, il numero uno della confindustria pallonara spagnola, Javier Tebas, ha pensato bene di prendere di petto la situazione, attraverso un comunicato ufficiale della Lega che invita tutti i club a mettere insieme le pratiche per applicare la cassa integrazione ai rispettivi dipendenti. “La Commissione Delegata della Liga, dopo aver analizzato le attuali circostanze del settore, in considerazione del fatto che, nonostante le conversazioni con l’Assocalciatori, le posizioni rimangono distanti, ha stabilito la necessità di adottare delle misure in vista della grave crisi economica che il Covid-19 sta causando all’industria del calcio spagnolo” la premessa. “Per preservare un settore che rappresenta l‘1,37% del PIL e garantisce un’occupazione a 185mila persone, si esortano i club ad applicare i Provvedimenti di Regolamentazione Temporanea dell’Impiego, per limitare gli effetti negativi della crisi e garantire, così, una ripartenza futura”.

DERESPONSABILIZZATI. La mossa, ritenuta dalla stragrande maggioranza dei club inevitabile, pare intesa a concentrare la responsabilità della decisione sulla Lega, alleggerendo per certi versi la posizione delle singole società che, in realtà, fin dall’inizio erano autorizzate dalla normativa locale ad applicare il provvedimento. Le squadre che erano rimaste in attesa di sviluppi, prima di prendere una decisione definitiva, potrebbero ora decidere finalmente di muoversi, rassicurate dall’invito di Tebas. Nei giorni scorsi, diversi club, comunque, avevano già stabilito individualmente il da farsi. Il Barça, ad esempio, aveva optato per la cassa integrazione per tutti, ad eccezione che per i giocatori della prima squadra, con cui si era arrivati a un accordo di un taglio spontaneo degli stipendi pari al 70% fino al momento in cui il Governo stabilirà il termine dello stato d’allerta. Sacrificio analogo per i colleghi dell’Atletico Madrid, che hanno barattato la rinuncia al 70% del salario in cambio della rassicurazione che tutti gli altri dipendenti del club continueranno a percepire il 100% della loro retribuzione.

Cassa integrazione già applicata anche per Espanyol e Alaves. Starebbero cercando ancora un gentlemen’s agremeent, senza passare necessariamente per la decisione unilaterale da parte della società, Real, Siviglia e Valencia.

NON SI ARRENDONO. L’Assocalciatori spagnola, però, non si rassegna alla cassa integrazione di massa e continua a cercare una soluzione alternativa. Dopo la mossa della Legacalcio, il numero uno del sindacato, David Aganzo, ha fissato un’immediata riunione on-li- ne con i capitani di tutti i club di prima divisione. All’inizio della prossima settimana, poi, è previsto un incontro telematico con i colleghi delle squadre delle serie cadetta. Qualcosa toccherà concedere, e su questo tutti i calciatori sono d’accordo, ma c’è la determinazione a trovare un’intesa sull’entità della quota che ciascuna parte si dovrà accollare per quanto riguarda le future perdite. La Lega pare decisa a far pagare ai giocatori la metà delle mancate entrate. L’Assocalciatori, da parte sua, propone soluzioni diverse: se non si dovesse riprendere più a giocare, sì a un taglio del 20% degli ingaggi. Si dovesse ripartire a porte chiuse, invece, sarebbe salva la parte garantita dalle tv e i calciatori darebbero l’ok per un taglio del 10%. L’ultima parola, comunque, spetta sempre ai club.

 
 

Tempo di Lettura: 5 minuti

 

Ultime dalla Piazzetta

Pallavolo: stilato il protocollo per il ritorno della Serie A

L’uomo che ha scritto l’inno della Champions League

Marcelo e altri campioni che hanno scelto un orologio Casio

Il film hard sui Mondiali di Cicciolina e Moana Pozzi

Il Ministro Spadafora e il pubblico negli stadi, ecco quando si ritornerà a tifare

Serie D, presunta combine tra Picerno e Bitonto

Loading...