Un talento cresciuto alla Juve
Centrocampista tecnico, Rossi ha vissuto l’aggregazione alla prima squadra senza riuscire a debuttare in gara ufficiale. Cresciuto nelle giovanili con Immobile e Giovinco, tra i ricordi più vivi, gli allenamenti accanto a Del Piero: «mi vergognavo», ha raccontato in un’intervista che è anche un mea culpa su scelte, tempi e sliding doors.

La tappa spagnola e il gol al Barça
In Spagna l’apice emotivo: il gol al Barcellona resta un marchio nella sua memoria e in quella di chi lo ha visto. Ma la vita gli ha presentato anche il conto: infortuni e, soprattutto, la malattia dei genitori (tumori) hanno inciso sul rendimento e sulla serenità. «Nel 2013 pensai di smettere», ha detto, ricordando come il lutto lo abbia segnato.
Gli ultimi anni e l’addio al Vicenza
Nel 2024/25 il ritorno in biancorosso chiude un cerchio affettivo. A fine giugno 2025 l’addio social: «un privilegio tornare a vestire questi colori», ha scritto. Un congedo sobrio, coerente con il suo profilo pubblico.
La traiettoria di Rossi è lo specchio di tanti percorsi “non lineari”: talento, aspettative, realtà. Il lascito è duplice: professionalità (mai lamentosa, anche nelle difficoltà) e umanità (la centralità della famiglia). Il calcio, spesso, dimentica in fretta; queste storie aiutano a ricordare la parte più vera del mestiere.
