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La proposta di riforma UEFA non è molto gradita

Si sono pronunciati tutti in modo contrario alla riforma delle competizioni europee per squadre di club a partire dalla stagione 2024/25, riforma che riguarda soprattutto formato e i criteri di qualificazione. In Inghilterra, Francia, Germania e recentemente anche in Italia (oltre che anche in alcuni Paesi scandinavi) se ne hanno parlato apertamente, e tutti sembrano essere d’accordo: il calcio nazionale va tutelato!

Premier League

Tutti i 20 club della Premier League hanno discusso nel mese di maggio le loro significative preoccupazioni riguardo alle proposte presentate per modificare il formato e i criteri di qualificazione per le competizioni UEFA per club dalla stagione 2024/25.

Tutti i club hanno concordato all’unanimità che è inopportuno che gli organismi calcistici europei creino piani che alterino le strutture, il calendario e la competitività del massimo campionato di calcio inglese e che si lavori per proteggerlo.

“In Inghilterra, il calcio gioca un ruolo importante nella nostra cultura e nella nostra vita quotidiana. Milioni di fan partecipano alle partite in tutto il paese, con alleanze e rivalità locali spesso tramandate di generazione in generazione. Abbiamo una fantastica combinazione di calcio competitivo e tifosi impegnati che difenderemo con forza. […] Lavoreremo ora con la FA e le altre leghe per garantire che gli organismi calcistici europei capiscano l’importanza di ciò e il loro obbligo di mantenere la salute e la sostenibilità di ogni campionato nazionale di calcio.” – con queste parole tratte dal comunicato ufficiale dopo la discussione, i club inglesi mettono un punto esclamativo sulla vicenda.

Ligue 1

Riunitosi il 15 maggio scorso a Parigi, l’Assemblea Generale della LFP ha studiato il progetto di riforma nello stato delle competizioni europee della UEFA a partire dal 2024.

Al termine di quell’incontro, l’Assemblea Generale ha votato contro la proposta di riforma UEFA con 32 voti contrari e 3 astensioni.

Il calcio francese è preoccupato per le conseguenze sportive ed economiche dell’attuale progetto per i campionati nazionali ed, inoltre, ha deciso all’unanimità di presentare la UEFA una proposta alternativa.

Bundesliga

Anche qui l’assemblea ordinaria della DFL (Deutsche Fußball Liga) ha deciso di riunirsi il giorno 15 maggio 2019, nella quale i 36 club della Bundesliga e della Bundesliga 2 hanno respinto le attuali proposte di riforma per le competizioni internazionali per club a partire dal 2024.

Il concetto attualmente discusso dell’ECA avrebbe conseguenze inaccettabili per i campionati nazionali in Europa e pertanto non dovrebbe essere attuato in questa forma. Non dobbiamo permettere che i tradizionali campionati nazionali siano danneggiati nella loro attrattiva per milioni di persone in tutto il continente. […] Siamo convinti che il presidente UEFA Aleksander Ceferin valuti correttamente il valore del campionati nazionali come sede centrale del calcio professionistico europeo e continuerà a moderare ulteriori procedimenti in modo lungimirante. Una possibile riforma delle competizioni europee per club già di grande successo dovrebbe essere soddisfacente per tutti i partecipanti, non solo per pochi.“, ha detto il CEO della DFL, Christian Seifert, dopo l’assemblea.

Seifert ha poi proseguito proseguito: “In tutte le discussioni, due punti sono di cruciale importanza: il numero di partite nel calendario di calcio e, soprattutto, l’accesso alle competizioni internazionali. Le modifiche a questi non devono compromettere la rilevanza e il futuro dei campionati nazionali in Europa. Ciò danneggerebbe in modo sostenibile l’intero calcio europeo – e questo non potrà mai essere nell’interesse della UEFA“.

LaLiga

Nel massimo campionato spagnolo si sono pronunciate solo le big Barcellona e Real Madrid (ovviamente a favore), ma tutto tace a livello di Lega. Anche se qualche voce si è fatta sentire, ed è quella di Javier Tebas, presidente de LaLiga, il quale avrebbe dichiarato: “Attraverso un ulteriore dialogo, è possibile creare un modello più inclusivo e democratico della concorrenza europea, che rispetti la stabilità economica e l’equilibrio competitivo dei campionati nazionali, che sono alla base di una sana concorrenza e della crescita del calcio europeo. Questa è una delle maggiori sfide affrontate oggi in tutto il nostro continente e, se non verrà affrontata in modo decisivo, potrebbe avere conseguenze disastrose a lungo termine “.

Serie A

Agnelli ECA
© Juventus.com

Anche in Italia se n’è discusso, e con quasi un mese di ritardo rispetto ai colleghi degli altri grandi campionati di calcio europei.

Notizia delle ultime ore è proprio quella del rifiuto della riforma delle competizioni europee da parte di quasi tutti i club di Serie A (con quattro società astenute: Inter, Roma, Milan e Fiorentina) meno uno, la Juventus. Essendo Agnelli a capo dell’ECA (European Club Association), il cui compito è quello di promuovere una SuperLega a livello continentale, si capiscono meglio le ragioni di questo voto contrario.

Urbano Cairo si è fatto portavoce del pensiero dei club italiani contrari alla riforma: “Eca e Uefa devono meditare su come si stiano coalizzando tutte le leghe contro un progetto che non piace a nessuno. Cosa intendo? Questa proposta deve essere ritirata. E mi fermo qui ma altri sono andati oltre.“, ha chiosato il presidente del Torino.

Altri campionati Europei

Se n’è discusso in tutta Europa e se in alcune zone a parlare sono solo le persone a capo della varie leghe (come in Spagna, Polonia ed Olanda), in altre (Danimarca e Svezia) sono state delle decisioni unanimi a livello di federazione.

Eredivisie (Olanda)

Alla Eredivisie prendiamo molto seriamente la questione dell’equilibrio competitivo. Abbiamo recentemente approvato un nuovo regolamento nei Paesi Bassi per la condivisione tra tutti i club di una percentuale delle entrate provenienti dalle competizioni UEFA per club. Sarebbe logico che la UEFA seguisse questo buon esempio implementando un modello di distribuzione delle entrate più equo in grado di compensare il crescente divario finanziario tra alcuni migliori club e tutti gli altri, sia nelle competizioni internazionali che in quelle nazionali “. Jacco Swart, CEO della Eredivise.

Danimarca

La Superliga danese respinge la visione per le competizioni UEFA per club in una riunione svoltasi il 14 maggio scorso, in cui i club della Superliga danese hanno discusso i piani per le competizioni UEFA per club presentate dalla UEFA e sostenute dall’European Club Association (ECA). I club hanno concordato all’unanimità che la visione metterà a repentaglio le competizioni della lega nazionale e le basi del calcio europeo.

La qualificazione per le competizioni europee per club attraverso competizioni nazionali è l’essenza del nostro sistema di calcio e della cultura calcistica europea. La proposta di UEFA ed ECA è un disastro non solo per il campionato danese, ma per tutte le leghe europee e lo status quo del gioco in Europa. Chiediamo alla UEFA di ricominciare e questa volta coinvolgere le leghe europee e le altre parti interessate al fine di creare una visione che andrà a vantaggio di tutti i campionati e club e non solo di pochi .”, ha affermato (un po’ come il suo omologo tedesco) dopo la riunione Claus Thomsen, CEO della Lega danese e vicepresidente delle leghe europee .

Svezia

La Professional Football Leagues svedese con i suoi 32 club tra Allsvenskan e Superettan (Serie A e B ndr) hanno  anche loro respinto le nuove proposte per le competizioni UEFA per club internazionali.
Riteniamo che la nuova proposta dal 2024 in poi andrà a beneficio di alcuni grandi club e che i club svedesi ed altri club europei saranno in gran parte esclusi dalla scena europea.“, afferma Lars-Christer Olsson, presidente della Swedish Professional Football Leagues.

La Swedish Professional Football Leagues ritiene che questa proposta di cambiamento delle competizioni europee danneggerebbe i propri campionati nazionali, e che una eventuale riforma dovrebbe valorizzarli e non il contrario:

L’Allsvenskan viene stato giocato dal 1924 e ha molta più storia della Champions League. Ogni club, grande e piccolo, ha una grande tradizione. L’atmosfera nei nostri stadi creata dai tifosi mette la nostra lega di calcio sulla mappa. Nei nostri campionati nascono sogni di grandi azioni. Questi sogni e questi impegni moriranno se non ci saranno più opportunità di successo per merito nello sport. Il sogno deve vivere sia per i club che per i tifosi. […] Il nostro calcio svedese è un riflesso della nostra società e la volontà di sostenere un club è stata tramandata da generazioni. La nostra struttura calcistica nazionale dovrebbe essere determinata da noi stessi e da nessun altro. Il calcio a questo livello è la spina dorsale del calcio europeo. Nel nuovo modello proposto, l’avanzata dell’Östersund FK in Europa League 2017/2018 sarebbe stata difficilmente possibile.“, ha specificato Lars-Christer Olsson.

Polonia

Ad essere onesti, ci aspettavamo che la UEFA introducesse una lista di accessi ancora più inclusiva per l’UEL2, ma nel complesso accogliamo con favore un formato che darà a più club di più paesi la possibilità di giocare in Europa. I club della Champions League stanno ricevendo troppi soldi dalla UEFA: abbiamo bisogno di più soldi per essere condivisi tra tutti i club e, soprattutto, tra quei club che non partecipano alla competizione internazionale.Akstraklasa lavoriamo per fornire alla maggior parte dei nostri club la possibilità di competere e vincere il campionato polacco mentre sogna di giocare in Europa.La UEFA ha una grande responsabilità nel mantenere questo sogno vivo per tutti i nostri club“. Marcin Animucki, presidente della Federcalcio polacca, la Ekstraklasa.

In sintesi, le modifiche ai tornei continentali non sono state ben accettate, se non da alcuni grandi club, in quanto si pensa che tale riforma danneggia simultaneamente i campionati nazionali, il gioco del calcio in generale e chi ne è la linfa, i tifosi. Tutte le leghe si aspettano che la UEFA ascolti le loro voci e che non dia seguito ad un progetto che sembra avere futuro solo per pochi.

 
 
 

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