Tra martedì 12 e mercoledì 13 agosto 2025 (fusi orari USA–Europa), Monica Seles — 9 Slam in singolare, Hall of Famer — ha reso pubblica la sua diagnosi di miastenia grave (MG), una malattia autoimmune neuromuscolare che può provocare debolezza, affaticamento e diplopia (visione doppia). Seles racconta che i primi segnali risalgono a circa cinque anni fa, la diagnosi a tre anni fa (2022): lo confermano Reuters, The Guardian e interviste diffuse negli Stati Uniti.

“Il mio nuovo normale”
Nelle interviste Seles parla di un percorso personale e complesso: compiti quotidiani diventati impegnativi (“anche fare i capelli”), difficoltà a coordinare i colpi quando i sintomi si affacciano e necessità di adattamento continuo. La scelta di uscire allo scoperto non è casuale: a ridosso dello US Open, Seles vuole aumentare la consapevolezza intorno alla MG e mettere in rete informazioni e supporto. People ricostruisce le sue parole e le motivazioni del suo impegno.
La partnership e il progetto di sensibilizzazione
Seles ha avviato una collaborazione con l’azienda biofarmaceutica argenx in una campagna di informazione pubblica (citata dalle agenzie internazionali) pensata per educare e connettere le persone che convivono con la malattia. L’idea è usare la sua storia per comunicare un messaggio di resilienza: non “negare” la diagnosi, ma imparare a gestirla e vivere un “nuovo normale”.
Perché questa testimonianza è potente (e diversa)
Seles è da sempre simbolo di resilienza nello sport:
- l’aggressione subita in campo nel 1993 (Monaco) e il ritorno all’attività agonistica,
- il ritiro dal tennis nel 2008,
- una carriera di 53 titoli, 178 settimane complessive da n.1 del mondo e un’eredità tecnica (il bimane su entrambi i lati) che ha ispirato generazioni. Portare oggi la propria vulnerabilità nello spazio pubblico significa restituire ancora una volta al tennis e alla comunità la propria esperienza.
Che cos’è la miastenia grave (in parole semplici)
È una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario interferisce con la trasmissione del segnale tra nervi e muscoli. Può colpire muscoli oculari, facciali, faringei (con impatto su vista, parola, deglutizione) e quelli degli arti. I sintomi variano per intensità e possono fluttuare nel corso della giornata. Nel messaggio pubblico, Seles non discute terapie né protocolli clinici: l’obiettivo è consapevolezza e supporto, non una guida medica.
Come è stata accolta la notizia
La copertura internazionale — Reuters, The Guardian, ABC — sottolinea il coraggio della scelta e l’auspicio che il caso Seles aiuti a intercettare precocemente i segnali della malattia in altri pazienti. L’attenzione dei media, specie in queste settimane “calde” per il tennis, offre una cassa di risonanza unica al tema.
