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Nelle ultime ore è spuntata la pista Pochettino, ma il tecnico della Roma resta il favorito

E’ tempo di rivoluzione in casa Inter, l’ennesima verrebbe da dire perchè il dopo Mourinho è stato gestito non male, ma malissimo prima da Moratti e poi da Thoir. Ora in casa neroazzurra il padrone è il cinese Zhang di Suning che sembra, ma il condizionale è d’obbligo, avere le idee chiare, magari parzialmente però perchè ci sono rinnovi che non si incastrano così bene con nuove assunzioni…

La prima spallata, decisa, all’attuale dirigenza operativa in carica, e dunque i vari Ausilio, Zanetti e Gardini, il proprietario interista l’ha data e anche bella forte, ingaggiando Walter Sabatini. Il dirigente umbro, è originario di Marsciano in provincia di Perugia, dopo aver divorziato dalla Roma ha sposato il progetto della Beneamata e da lui ci si attende rivoluzione ma, soprattutto risultati.

L’ennesima figuraccia in campionato, con la curva che ad un certo punto ha preferito andare a pranzo piuttosto che proseguire a vedere dal vivo la sfida con il Sassuolo, porterà con se i forbicioni pesanti di chi deve sfoltire e anche piuttosto crudamente. Insieme a Sabatini arriverà, o meglio tornerà, Lele Oriali il cui ruolo sarà di mediatore tra squadra, diesse e società: questo almeno è quanto è stato fatto intendere.

Rivoluzione sarà, questo è probabile anche se non proprio certo, di sicuro però molto dipenderà da chi sarà il nuovo allenatore e nelle ultime ore, dopo le forti candidature di Antonio Conte (che il tecnico del Chelsea ha elegantemente rifiutato) e Diego Simeone, sembra quasi certo che sarà Luciano Spalletti il successore di Mancini, De Boer, Pioli e Vecchi: il poker tecnico di quest’anno (nelle ultime ore è spuntata anche la pista Pochettino).

I due top sarebbero stati ricoperti d’oro, Spalletti si accontenterà di tre milioni all’anno. Per Conte e Simeone si parlava però di troppo oro, secondo il nostro modesto parere: un tecnico è importante, ma non deve essere ritenuto fondamentale. Quello è riservato alla società ed è in questo che nel dopo Mourinho, ma anche prima eccezion fatta per il periodo manciniano, è clamorosamente mancato il club neroazzurro. Società e programmazione, questo dovrebbe essere il primo punto all’ordine del giorno, non spendere e spandere risorse economiche.

Veniamo ora a quali sembrano poter essere le mosse principali del prossimo mercato interista. Di sicuro c’è da dare solidità alla difesa. I vari Miranda, Murillo e Medel hanno mostrato limiti per stare a certi livelli e infatti le prime mosse sembrano concentrarsi in quel reparto. Da più parti viene dato per certo l’arrivo di Pepe, in scadenza al Real Madrid, ma è probabile che Sabatini peschi nella ‘sua’ Roma perchè quel Manolas lo vedrebbe davvero bene in neroazzurro, al pari di Naingollan e stiamo parlando di due innesti speciali, che darebbero alla squadra già un peso specifico di spessore.

Dalla Roma potrebbe peraltro arrivare anche Rudiger, il colored tedesco che in questa stagione ha senz’altro destato impressioni diverse rispetto al suo arrivo, quando, insomma, lasciò un po’ a desiderare. Anche Capitan Futuro, al secolo Daniele De Rossi, il cui rinnovo contrattuale con i giallorossi è tutt’ora in stand by e che recentemente dichiarato a Lele Adani per Sky che non era così sicuro di restare nella capitale. In avanti al momento c’è la volontà di puntare sul giovane blucerchiato Schick, corteggiato pure dalla Juventus e non solo.

Ci saranno anche partenze, pure illustri, anche se ci sono da attendere le valutazioni del nuovo coach: le posizioni dei vari Brozovic, Banega, Kondogbia saranno presto messe al vaglio.

 
 
 

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