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La Juventus perde 2–0 a Como e allunga a sei la striscia senza vittorie. Igor Tudor difende le scelte, ma si parla apertamente di rischio esonero e di rapporti freddi ai piani alti. Ecco i fatti, l’analisi tattica e le ipotesi per il dopo.

Il risultato fa rumore: Como–Juve 2–0, primo storico successo lariano dal 1952. La partita si spiega in due snodi: gol immediato di Kempf su palla inattiva e raddoppio nel finale di Nico Paz, oggi uomo-copertina con 4 gol + 4 assist in 7 gare. In mezzo, un pari bianconero annullato a Jonathan David per offside e tanta fatica nel costruire occasioni pulite. Cesc Fàbregas esalta i suoi; Tudor ammette difficoltà sulle transizioni. La classifica dice Juve 12 punti come Como: troppo poco per le ambizioni.

La panchina trema?

La sconfitta alimenta le voci sul futuro: diverse testate parlano di posizione a rischio e di nomi sul taccuino (anche Palladino) in caso di cambio. La società, ufficialmente, non commenta; il calendario (due gare in 6 giorni) consiglia prudenza immediata. Tradotto: priorità, invertire la rotta; in parallelo, valutazioni in corso.

Cosa può fare Tudor (subito)

  • Compattezza: abbassare per qualche gara la linea e ricucire gli spazi tra i reparti;
  • Meccanismi palla inattiva: troppi gol subiti/occasioni concesse da fermo;
  • Gerarchie offensive: definire coppia e catene, riducendo rotazioni “sperimentali” nei 90’.
    Con un paio di risultati, il rumore intorno si attenua; ma il margine è minimo.
 
 
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