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La Fiorentina di Stefano Pioli perde 2–1 a San Siro contro il suo ex Milan, ma dalle stanze viola trapela fiducia: “Pioli è l’uomo giusto”. Sotto la lente: episodio VAR, problemi di concretezza e segnali di gioco.

A San Siro, la viola ha assaporato il colpo grosso con il vantaggio di Robin Gosens, poi si è arresa alla doppietta di Rafael Leão (pari al 63’ e rigore all’86’). Il tema del giorno non è solo il risultato, ma l’episodio del penalty che ha cambiato l’inerzia e ha acceso il dibattito sul VAR. Pioli è stato netto: così com’è, “il VAR finisce per incoraggiare la simulazione”, spostando le partite su contatti “trovati” più che su superiorità tecnica.

Tra gioco e punti

La “nuova” Fiorentina — Pioli è tornato a luglio 2025 — prova a cucire un’identità di pressione media, lateralità sugli esterni e occupazione razionale del mezzo-spazio. Contro il Milan il piano è stato visibile per larghi tratti (buona uscita bassa, discreto counter-press), ma è mancata la cattiveria negli ultimi 20 metri e la gestione dei momenti emotivi post-1–1.

La linea del club

Nel post gara, il d.s. Daniele Pradè ha parlato chiaro: VAR “scandaloso” nell’episodio chiave, ma fiducia piena in Pioli, definito “l’uomo giusto” per riportare stabilità e crescita. È un messaggio che vale anche verso lo spogliatoio: consolidare i principi e interrompere la serie negativa (tre gare senza vittoria).

 
 
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