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Prima del capitano giallorosso ci sono stati Maldini, Zanetti e Del Piero

Un capitano, c’è solo un capitano, un capitanoooo!” – Così ha salutato il popolo giallorosso Francesco Totti, il totem del calcio romanista, l’ottavo re di Roma, l’ultima bandiera del calcio poesia, l’ultima bandiera di un calcio sempre più caratterizzato da spostamenti in serie, da pochissime permanenze a vita in una stessa società.

Un club con pochi iscritti quello riservato alle bandiere e in Italia, i più recenti, sono certamente Paolo Maldini, Javier Zanetti e Alessandro Del Piero, anche se sul bianconero c’è da considerare l’ultima fase della sua carriera giocata lontana dall’Italia che inficia un po’ sulla sua appartenenza ‘pulita’.

Paolo Maldini ha infatti giocato una quantità industriale di partite solo e soltanto nel Milan collezionandone addirittura 647. Un autentico fuoriclasse che ha costruito la sua straordinaria carriera giocando a sinistra, lui che è un destro naturale. Una carriera costellata di successi, uno dei migliori difensori di tutti i tempi, un cammino lungo ben 25 anni, tutti dipinti di rossonero, colori con i quali ha vinto 26 trofei: sette scudetti, una Coppa Italia, cinque Supercoppe italiane, cinque Champions League (con il record di otto finali giocate, a pari merito con Francisco Gento), cinque Supercoppe europee, due Coppe Intercontinentali e una Coppa del mondo per club. Si è ritirato dall’attività agonistica al termine della stagione 2008-2009.

Javier Zanetti invece ne ha giocate ‘appena’ 615, collezionate di fatto tutte con l’Inter, squadra sposata nel 1995 e ‘lasciata’ (si fa per dire visto che ora ne è vicepresidente) nel 2014. Pupi, questo il suo nomignolo, ha iniziato la sua carriera in Argentina, prima al Talleres e poi al Banfield e infine appunto in Italia con la casacca neroazzurra di cui è stato a lungo capitano fino al giorno del suo ritiro, avvenuto il 18 maggio 2014. Con 1114 partite ufficiali disputate, è quinto nella classifica dei calciatori con almeno 1000 presenze in carriera. È inoltre lo straniero con più presenze in Serie A, 615 (137 consecutive) più 3 spareggi, e il quarto giocatore in assoluto per partite disputate nella suddetta competizione, alle spalle di Gianluigi Buffon, Paolo Maldini e Francesco Totti: guarda un po’ le bandiere… È anche il calciatore con più presenze nella storia dell’Inter, 858 in totale, squadra di cui è il giocatore più vincente, con sedici trofei: cinque scudetti, quattro Coppe Italia, quattro Supercoppe italiane, una Coppa UEFA, una Champions League e una Coppa del mondo per club FIFA. E’ il capitano dello storico Triplete dell’Inter firmato Josè Mourinho.

Un’altra bandiera possente è comunque anche Alessandro Del Piero, che conta 478 in serie A, tutte con la maglia della Juventus di cui è stato ovviamente a lungo capitano. ‘Pinturicchio’, questo il suo nomignolo, ha cominciato in B con il Padova per passare alla Vecchia Signora nel 1993. Qui ha vinto davvero tutto, cominciando addirittura dalla Primavera bianconera con la quale ha conquistato uno scudetto ed un Viareggio. Poi la sfilza di successi con i ‘grandi’: cinque scudetti, una Coppa Italia, quattro Supercoppe Italiane, una Champions League, una Supercoppa Europea ed una Coppa Intercontinentale. Capitano della Juventus dal 2001 al 2012, ha segnato in tutte le competizioni a cui ha partecipato: con la Juventus detiene il primato assoluto di reti (290) e di presenze (705). Poi la liquidazione frettolosa e neanche troppo sentimentale da parte della Juventus, ma senza che ne scaturisse una benchè minima polemica. Ha chiuso, un po’ mestamente per la verità, in India nel 2015, nel Delhi Dynamos (10 presenze, 1 gol) dopo due stagioni australiane con il Sydney (48 presenze, 24 reti)

Francesco Totti, invece, per la sua ultima partita ha indossato una maglia particolare che la società ha reso nota ai più tramite twitter:

 

Alla fine della sua ultima partita, vinta agli sgoccioli per 3-2 sul Genoa, il Pupone ha parlato alla sua gente proprio come fosse davvero l’ultimo Re di Roma. Ha chiesto alla sua gente se avesse fame, se avesse voglia di andare a casa. Hanno ovviamente risposto di no, per la gioia del capitano. Gioia, perché, Totti sarebbe rimasto lì in quello stadio “altri 25 anni”.

Salutato da un Olimpico colmo d’amore, tra le lacrime avrebbe detto “non ho voglia di dire basta”. Tutti a piangere, tutti a disperarsi per l’addio del più grande giocatore che la Roma abbia mai avuto. Ha vinto pochissimo per uno della sua grandezza (comunque uno scudetto, due Coppa Italia, due Supercoppa Italiana e un Campionato del Mondo con l’Italia) ma si è meritato l’amore eterno di un intero popolo, e forse è quello a cui lui davvero aspirava, un semplice bambino di Roma il cui “giocattolo preferito” era “il pallone”.

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