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Christopher Nkunku torna in Italia meno di tre settimane dopo aver lasciato il Milan e lo fa portandosi dietro una domanda alla quale, per sua stessa ammissione, non ha ancora trovato risposta. Questa sera, 10 settembre 2026, l’attaccante francese sarà protagonista con il RB Lipsia sul campo del Como nella prima giornata della fase campionato di Champions League. Alla vigilia della partita, però, il tema più discusso non è stato soltanto il ritorno europeo del club tedesco: Nkunku ha parlato apertamente della brusca conclusione della propria esperienza rossonera, spiegando di non avere compreso la decisione del Milan di metterlo ai margini durante l’estate.

Il francese era stato acquistato dal Chelsea nell’estate 2025 e aveva firmato con il Milan fino al 2030. Un anno più tardi, con l’arrivo di Ruben Amorim, il quadro è cambiato completamente. Nkunku è stato inserito nel gruppo dei calciatori destinati alla cessione, ha lavorato separatamente dalla squadra nelle settimane conclusive del mercato e il 25 agosto è tornato al Lipsia in prestito fino al 30 giugno 2027, con diritto di riscatto.

Nkunku e l’addio al Milan: “È successo all’improvviso”

Le parole pronunciate alla vigilia di Como-Lipsia hanno inevitabilmente riaperto il dibattito. Nkunku non ha attaccato direttamente la società e ha precisato di rispettarne la decisione, ma ha ammesso che l’esclusione lo aveva sorpreso. Secondo il francese, nulla durante la stagione precedente gli aveva fatto immaginare una separazione così rapida, soprattutto dopo un’annata vissuta senza i problemi fisici che avevano segnato in maniera importante la precedente esperienza al Chelsea.

L’Équipe ha ricordato anche un dato significativo: nella passata stagione Nkunku aveva prodotto 0,46 gol ogni 90 minuti, il miglior rendimento realizzativo del Milan in rapporto al minutaggio. Non era quindi diventato un titolare indiscutibile, ma neppure un calciatore completamente estraneo alla produzione offensiva rossonera. Proprio questa distanza tra rendimento individuale e decisione tecnica spiega perché il giocatore continui a non trovare una motivazione evidente per quanto accaduto.

La scelta, naturalmente, può essere letta attraverso la costruzione della nuova squadra. Amorim ha voluto modificare caratteristiche e gerarchie dell’attacco e il mercato rossonero ha prodotto diverse operazioni importanti, fino alla cessione di Rafael Leão e agli arrivi di altri interpreti offensivi. Nkunku si è trovato così tra i giocatori sacrificabili nonostante fosse arrivato soltanto dodici mesi prima.

Dal Milan al Lipsia: ritorno nel luogo della consacrazione

Per ripartire, Nkunku ha scelto il posto nel quale era diventato uno dei migliori attaccanti della Bundesliga. Tra il 2019 e il 2023 aveva disputato 172 partite e segnato 70 gol con il Lipsia, prima di trasferirsi al Chelsea. Fu proprio in Germania che il francese trasformò il proprio ruolo e il proprio status, passando da centrocampista offensivo molto tecnico a giocatore capace di incidere con continuità anche vicino alla porta.

Il ritorno non è stato quindi una soluzione di ripiego qualsiasi. Nkunku ha spiegato di avere avuto altre possibilità, ma di considerare Lipsia la propria priorità una volta compreso che non avrebbe fatto parte del progetto milanista.

La Bundesliga gli ha già restituito immediatamente spazio. Nelle prime due giornate ha raccolto due presenze e un assist. Al debutto contro il Borussia Mönchengladbach ha servito il pallone del definitivo 3-0 a Rocco Reitz, contribuendo alla vittoria della squadra di Martín Demichelis. Una settimana più tardi è partito titolare anche nella sconfitta per 3-1 contro il Werder Brema.

I numeri ufficiali della Bundesliga gli attribuiscono finora un assist, quattro conclusioni, 12,3 chilometri percorsi complessivamente e due presenze. È ancora presto per parlare di un Nkunku tornato ai livelli della prima esperienza tedesca, ma la cosa più importante per il francese è probabilmente avere nuovamente un ruolo definito.

Como-Lipsia, una partita dal significato particolare

Questa sera alle 21 Nkunku tornerà quindi in Italia, ma da avversario. Il Lipsia debutterà nella Champions League 2026/27 sul campo del Como, una delle grandi novità della competizione. UEFA ha inserito la partita nel programma conclusivo della prima giornata, insieme tra le altre a Bayern-Bodø/Glimt e Manchester United-Sabah.

Per il francese sarà una serata inevitabilmente particolare. Non tornerà a San Siro, ma rimetterà piede in un Paese lasciato appena poche settimane fa e lo farà dopo avere parlato pubblicamente della separazione dal Milan. Ogni sua giocata verrà quindi letta anche attraverso ciò che è successo durante l’estate.

Dal punto di vista del Lipsia, però, l’obiettivo è molto più semplice: partire bene in una Champions che proporrà successivamente avversari come Real Madrid, Manchester City e Manchester United. Il calendario rende evidente quanto possa pesare un risultato positivo a Como.

Il Milan aveva investito molto su di lui

La rapidità della separazione risalta ancora di più ricordando l’investimento effettuato appena un anno fa. Il Milan aveva acquistato Nkunku dal Chelsea dopo due stagioni inglesi nelle quali gli infortuni gli avevano impedito di trovare continuità. Il club rossonero gli aveva fatto firmare un contratto quinquennale, presentandolo come uno degli uomini attorno ai quali costruire il nuovo attacco.

Il suo curriculum giustificava quella fiducia. Cresciuto nel Paris Saint-Germain, Nkunku aveva vinto numerosi trofei in Francia prima di esplodere definitivamente in Germania. Nel 2022/23 era diventato anche capocannoniere della Bundesliga, mentre con il Chelsea aveva successivamente conquistato Conference League e Mondiale per Club.

A Milano non è però nato un rapporto abbastanza forte da resistere a un cambio di allenatore. È uno dei paradossi del mercato moderno: un calciatore può essere considerato centrale in agosto e superfluo dodici mesi dopo, anche senza una stagione completamente negativa.

Adesso Nkunku deve trasformare il ritorno in una rinascita

La questione principale non è più stabilire chi abbia avuto ragione nella separazione. Quella risposta arriverà eventualmente nei prossimi mesi. Se Nkunku tornerà a essere decisivo con continuità in Bundesliga e Champions, la scelta del Milan verrà inevitabilmente riesaminata. Se invece continuerà a vivere una carriera a strappi, la decisione rossonera apparirà più comprensibile.

Il francese ha oggi 28 anni, un’età nella quale non può più essere descritto come un talento in attesa di trovare la propria dimensione. Ha già dimostrato quale possa essere il suo livello migliore. La vera sfida consiste nel ritrovarlo.

Il Lipsia gli offre esattamente questa possibilità: un ambiente conosciuto, un campionato nel quale ha già dominato e un allenatore disposto a concedergli responsabilità. Il Milan, attraverso la formula del prestito con opzione, conserva invece ancora un legame contrattuale con il giocatore e osserverà inevitabilmente l’evoluzione della stagione.

Questa sera Como-Lipsia sarà quindi qualcosa di più di una prima giornata europea. Nkunku torna in Italia appena sedici giorni dopo l’addio al Milan, con una maglia diversa e una frase destinata a rimanere: la scelta rossonera la rispetta, ma continua a non comprenderla.

 
 
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