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Quattro giornate, quattro vittorie e dodici punti. La Roma di Gian Piero Gasperini arriva al primo vero scontro diretto della Serie A 2026-27 con un percorso perfetto e una convinzione che sembra crescere partita dopo partita. Il 2-0 ottenuto ieri sul campo del Torino ha permesso ai giallorossi di restare in testa insieme all’Inter, che poche ore più tardi ha battuto l’Udinese 5-3 rimontando due gol di svantaggio. Sabato 19 settembre le due squadre si affronteranno all’Olimpico alle 18: una partita che dopo appena quattro giornate assume già il significato di una prima misurazione concreta delle rispettive ambizioni.

Gasperini non ha voluto parlare apertamente di sfida Scudetto, ma dopo Torino ha definito l’Inter “la squadra di riferimento” del campionato e ha spiegato che per la Roma sarà soprattutto un’occasione per capire a quale livello sia realmente arrivata.

Torino-Roma 0-2, Malen ancora decisivo

A Torino la Roma non ha avuto bisogno di una prestazione spettacolare per continuare a vincere. Donyell Malen ha sbloccato la partita approfittando di un errore del portiere granata, mentre Niccolò Pisilli ha chiuso il risultato nel recupero per il definitivo 2-0.

Malen ha raggiunto quota sei gol nelle prime quattro giornate e rappresenta il simbolo offensivo della trasformazione giallorossa. Gasperini stesso ha ammesso nelle ultime ore che, quando il giocatore era arrivato, immaginava potesse diventare importante, ma non si aspettava numeri così immediati.

Contro il Torino l’allenatore ha anche avuto la possibilità di gestirne il minutaggio, togliendolo dopo circa un’ora.

Non è un dettaglio secondario.

La Roma ha appena iniziato una fase della stagione nella quale Serie A e Champions League obbligheranno Gasperini a utilizzare realmente tutta la rosa.

Gasperini: la Roma deve imparare a vincere anche quando è meno bella

La parte forse più significativa delle parole del tecnico dopo la partita non riguarda i gol.

Gasperini ha sottolineato come la Roma, nel secondo tempo, abbia dovuto giocare anche una gara diversa rispetto al proprio calcio più aggressivo e spettacolare. Il Torino ha aumentato intensità e qualità attraverso i cambi e i giallorossi hanno dovuto difendersi con maggiore concretezza, affidandosi anche al temperamento.

È un passaggio importante nella crescita di una squadra che viene spesso identificata con le idee offensive del proprio allenatore.

Per competere ad alto livello non basta però dominare territorialmente ogni partita. Serve saper attraversare anche i momenti nei quali l’avversario prende campo, abbassarsi senza perdere organizzazione e colpire quando si presenta l’opportunità.

Gasperini sembra considerare proprio questa capacità una delle evoluzioni più importanti della sua Roma.

Malen e Dybala, l’intesa che cambia l’attacco

Il tecnico ha parlato ancora una volta dell’intesa tra Donyell Malen e Paulo Dybala, definendoli due giocatori che riescono a completarsi naturalmente.

Secondo Gasperini, la bellezza della coppia sta soprattutto nella capacità di creare quasi in ogni partita situazioni pericolose e occasioni da gol attraverso movimenti complementari.

Malen attacca profondità e area con continuità, mentre Dybala tende ad abbassarsi e muoversi tra le linee. L’olandese offre così alla Roma un riferimento verticale, la Joya costruisce connessioni con il centrocampo e trova spazi nei quali ricevere fronte alla porta.

Il problema, ora, è evitare di dipendere eccessivamente da loro.

“Dobbiamo far crescere la rosa”

Dopo Torino Gasperini ha insistito proprio su questo concetto.

La Roma era alla terza partita in otto giorni e l’allenatore ha spiegato che soprattutto gli attaccanti non possono giocare novanta minuti ogni volta mantenendo sempre lo stesso rendimento. Risparmiare venti o trenta minuti quando possibile può diventare decisivo nel corso di una stagione così lunga.

Per questo Gasperini vuole trasformare giocatori ancora meno centrali in alternative realmente affidabili.

Non soltanto dal punto di vista tecnico. Il tecnico ha chiesto ai più giovani di osservare anche l’atteggiamento di uomini come Malen e Dybala: determinazione, personalità e volontà di incidere.

La profondità della rosa potrebbe diventare uno degli elementi decisivi nella corsa ai grandi obiettivi.

Pisilli, la risposta arrivata dalla panchina

Il gol di Niccolò Pisilli rappresenta perfettamente questo discorso.

Il centrocampista era stato indicato come possibile titolare già alla vigilia, soprattutto per le condizioni non perfette di Manu Koné, reduce dal problema accusato contro il Fenerbahçe in Champions League.

Alla fine Pisilli ha trovato comunque spazio e ha segnato la rete del 2-0.

È esattamente il tipo di contributo che Gasperini chiede al resto della squadra: entrare senza considerarsi semplici riserve e riuscire a modificare la partita.

Balerdi e il paragone con Baresi

Tra le dichiarazioni del dopo gara ha attirato particolare attenzione anche il giudizio su Leonardo Balerdi.

Quando gli è stato chiesto quale grande difensore del passato gli ricordasse l’argentino, Gasperini ha inizialmente cercato di evitare paragoni troppo pesanti. Poi ha citato Franco Baresi, precisando immediatamente di non voler mettere i due giocatori sullo stesso piano.

Il riferimento riguardava soprattutto le caratteristiche: aggressività, velocità nei recuperi, forza fisica e capacità di partecipare alla costruzione.

Per un allenatore come Gasperini, che chiede ai propri centrali di difendere spesso lontano dalla porta e affrontare duelli individuali in campo aperto, sono qualità fondamentali.

L’inserimento di Balerdi sta offrendo alla Roma la possibilità di alzare ulteriormente la propria linea difensiva senza rinunciare alla sicurezza nelle corse all’indietro.

Quattro vittorie, ma anche una difesa che regge

La Roma ha raccolto 12 punti nelle prime quattro giornate e si presenta allo scontro con l’Inter a punteggio pieno.

L’aspetto interessante è che la squadra non sta costruendo il proprio primato esclusivamente sull’attacco.

Il sistema di Gasperini viene spesso associato al rischio, alle marcature individuali e alla ricerca continua della superiorità offensiva. La Roma delle prime giornate sta invece mostrando anche una crescente capacità di controllo.

Contro il Torino ha mantenuto la porta inviolata e ha saputo attraversare senza danni i momenti nei quali la squadra granata ha provato ad aumentare la pressione.

È un segnale importante proprio in vista dell’Inter, formazione che possiede una profondità offensiva completamente diversa.

“Dalla sconfitta con l’Inter è nata la Roma vera”

Gasperini ha collegato la sfida di sabato anche a ciò che accadde nella scorsa stagione.

Il tecnico ha ricordato la pesante sconfitta subita nel girone di ritorno contro l’Inter, spiegando che proprio da quella partita nacque, a suo giudizio, la “Roma vera”. Da quel momento vide una crescita non soltanto nei risultati, ma anche negli atteggiamenti, nei comportamenti e nella mentalità.

È un riferimento interessante perché la partita di sabato arriva ora in una situazione completamente diversa.

La Roma non deve inseguire l’Inter dalla distanza. Arriva al confronto con gli stessi punti e con un avvio di campionato perfetto.

Gasperini considera l’Inter la squadra più forte

Il tecnico non ha comunque cercato di cambiare le gerarchie attraverso le parole.

Ha definito l’Inter il riferimento della Serie A e la squadra che viene giustamente considerata la più forte del campionato. Ha però aggiunto una valutazione sorprendente, indicando il Como come formazione molto vicina ai nerazzurri per livello.

Il Como è infatti terzo a quota dieci punti dopo il successo sul Parma, due lunghezze dietro Roma e Inter.

Per Gasperini, quindi, il vertice della Serie A appare molto più competitivo rispetto a una semplice sfida a due.

Sabato il primo vero test Scudetto

Roma-Inter si giocherà sabato 19 settembre alle 18 allo Stadio Olimpico.

È ancora troppo presto per attribuire alla partita un valore definitivo nella corsa al titolo, ma il confronto offrirà indicazioni importanti.

L’Inter ha appena segnato cinque gol all’Udinese dopo essersi trovata sotto 0-2. La Roma ha vinto quattro partite consecutive e continua a trovare risposte anche dai giocatori utilizzati meno frequentemente.

Saranno soprattutto due filosofie offensive molto aggressive e due squadre che hanno iniziato la stagione senza lasciare punti per strada.

Gasperini ha già cambiato la percezione della Roma

Forse il risultato più importante del tecnico, finora, non si trova semplicemente nella classifica.

In pochissimo tempo è cambiato il modo in cui viene percepita la Roma.

Non più soltanto una squadra che deve provare a rientrare stabilmente tra le prime quattro, ma una formazione che nelle prime settimane ha costruito numeri e prestazioni sufficienti almeno per chiedersi quanto lontano possa arrivare.

Gasperini continuerà probabilmente a evitare proclami. È coerente con la fase della stagione e con la necessità di non trasformare quattro vittorie in una sentenza.

Ma sabato non potrà più nascondersi dietro il calendario.

Roma e Inter hanno 12 punti, sono le uniche squadre ancora perfette e si affrontano direttamente all’Olimpico. Per Gasperini sarà il primo vero esame del nuovo campionato: non per decidere chi vincerà lo Scudetto, ma per capire se questa Roma può davvero sedersi al tavolo di chi vuole giocarselo.

 
 
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