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Il Consiglio Federale, nella riunione del 30 maggio scorso, ha introdotto la modifica dell’art. 96 delle NOIF. Ma di cosa si tratta veramente e cosa cambierà con la modifica che avrà inizio con la prossima stagione sportiva.

Cos’è il premio di preparazione?

Il premio di preparazione, disciplinato dall’art. 96 NOIF, prevede che le ultime due società che formano il calciatore, ovvero quelle che l’hanno tesserato con vincolo annuale quindi come giovane, nei tre anni antecedenti alla firma del tesseramento di giovane professionista o dilettante (di fatto un vincolo pluriennale) ha diritto al pagamento di un “premio” definito dalle stesse NOIF. La norma è stata modificata nelle ultime stagioni introducendo, al fine di evitare il verificarsi di manovre elusive, specialmente da parte di società professionistiche, l’obbligo al pagamento anche le società che nella stagione della firma del vincolo pluriennale tesserassero in via definitiva o temporanea il calciatore.

La norma disciplina la possibilità per la società che ha diritto al premio di rinunciarvi o trovare un accordo con la/e società obbligate al pagamento.

Il diritto si prescrive nella stagione successiva alla quale matura. La società che ha diritto al premio può fare ricorso alla Commissione Premi di Preparazione ed eventualmente ricorrere in secondo grado al Tribunale Federale alla sezione Vertenze Economiche.

Il nuovo premio di preparazione

Il premio di preparazione dal 1 luglio 2019 potrà essere richiesto solo dalle società di LND, a differenza del vecchio testo che prevedeva la possibilità per le società professionistiche di richiederlo solo alle società di categoria pari o superiore.

Le società che avranno titolo a richiedere il suddetto premio sono le ultime tre società detentrice del vincolo annuale nelle ultime 5 stagioni. La vecchia previsione prendeva in considerazione le ultime 2 società negli ultimi tre anni. Si amplia la platea delle società che possono, dunque, ottenere un corrispettivo dalle società che tesserano con vincolo pluriennale il calciatore. Tale impostazione è in linea con la giurisprudenza costante del Tribunale Federale Nazionale, che in più occasioni aveva affermato la necessità di ampliare il numero delle società, che avevano formato il calciatore, a cui pagare il premio di preparazione.

 
 

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