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La storia tra Santiago Giménez e il Milan si interrompe dopo un anno e mezzo. Il club rossonero ha ufficializzato la cessione dell’attaccante messicano al Porto fino al 30 giugno 2027, attraverso un prestito con diritto di acquisto destinato a trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni. L’annuncio è arrivato nella serata del 31 agosto e da oggi, 1° settembre, il centravanti apre ufficialmente una nuova fase della propria carriera in Portogallo.

Le fonti di mercato indicano un prestito gratuito, con ingaggio a carico del Porto e diritto di riscatto fissato a 18 milioni di euro più eventuali bonus. Le condizioni che trasformerebbero il diritto in obbligo sarebbero legate all’impiego del calciatore, attraverso presenze e minutaggio. Il comunicato del Milan non specifica pubblicamente la cifra, ma conferma espressamente il meccanismo diritto-obbligo condizionato.

Giménez saluta Milano: “Una nuova opportunità”

Il trasferimento era ormai definito già domenica.

Prima di lasciare Milano, Giménez aveva salutato i tifosi sottolineando di essere felice ed emozionato per la nuova opportunità.

È una frase semplice, ma fotografa bene la necessità del giocatore di cambiare ambiente.

Quando arrivò al Milan nel gennaio 2025, il messicano sembrava il centravanti destinato a risolvere per diversi anni il problema del numero nove rossonero. Proveniva dal Feyenoord, aveva segnato con continuità in Eredivisie e nelle competizioni europee e arrivava in Serie A nel pieno della crescita.

Il rapporto con Milano non è però mai riuscito a decollare definitivamente.

Ci sono stati gol, momenti promettenti e partite nelle quali le sue qualità sono emerse, ma anche diversi problemi fisici e lunghi periodi senza continuità.

Dopo una stagione e mezza, le esigenze del Milan e quelle dell’attaccante hanno finito per coincidere: separarsi almeno temporaneamente.

Perché il Milan ha deciso di cederlo

Il punto principale riguarda lo spazio.

La società rossonera ha modificato profondamente il reparto offensivo e Giménez non era più considerato centrale nel nuovo progetto tecnico. Tenere un centravanti del suo valore e del suo ingaggio senza la prospettiva di utilizzarlo con regolarità sarebbe stato poco conveniente per entrambe le parti.

Il Porto ha invece bisogno di un riferimento offensivo e può offrirgli esattamente ciò che a Milano era diventato più difficile trovare: minuti, fiducia e una posizione definita.

Il club portoghese ha lavorato a lungo sull’operazione.

La prima proposta prevedeva condizioni meno favorevoli al Milan, ma negli ultimi giorni la struttura è stata modificata fino a raggiungere l’accordo: prestito gratuito, stipendio pagato dal Porto e diritto a 18 milioni che può trasformarsi in obbligo.

È una formula che consente al Porto di limitare il rischio iniziale e al Milan di conservare una strada concreta verso la cessione definitiva.

Dal Feyenoord al Milan con grandi aspettative

La reputazione di Giménez si era costruita soprattutto a Rotterdam.

Con il Feyenoord il centravanti era diventato uno dei migliori realizzatori del calcio olandese, mostrando un repertorio molto preciso: capacità di occupare l’area, movimenti sul primo palo, attacco della profondità e grande istinto nel trovare la posizione giusta sulle seconde palle.

Quelle prestazioni avevano attirato diversi club europei.

Il Milan aveva deciso di puntare su di lui nel gennaio 2025 perché cercava un attaccante ancora giovane ma già abituato a segnare nelle competizioni internazionali.

Il salto dalla Eredivisie alla Serie A si è rivelato però più complesso.

In Italia Giménez ha trovato meno spazio dentro l’area e difensori particolarmente attenti a impedirgli di ricevere frontalmente. Allo stesso tempo gli infortuni hanno continuamente interrotto la possibilità di costruire una vera continuità.

Porto può restituirgli il ruolo da protagonista

Il Portogallo presenta condizioni potenzialmente molto favorevoli.

La Primeira Liga è naturalmente diversa dall’Eredivisie, ma offre a un centravanti tecnico e mobile come Giménez la possibilità di giocare in una squadra abituata a controllare il possesso e trascorrere lunghi periodi della partita nella metà campo avversaria.

Il Porto gli chiederà soprattutto gol.

Ed è probabilmente ciò di cui il messicano ha bisogno dopo mesi nei quali il dibattito italiano si è concentrato più sui suoi problemi fisici e sulla compatibilità tattica che sulla capacità realizzativa.

La pressione non scomparirà.

Il Dragão è uno degli ambienti più esigenti del calcio portoghese e il Porto gioca ogni stagione con l’obiettivo di vincere il campionato e arrivare lontano in Europa.

Giménez dovrà dimostrare rapidamente di essere ancora l’attaccante visto al Feyenoord.

Anche il Mondiale 2026 ha segnato la sua estate

Per Santiago il 2026 è stato inevitabilmente un anno particolare anche sul piano internazionale.

Il Mondiale disputato tra Messico, Stati Uniti e Canada ha avuto per lui un significato enorme, essendo uno dei principali attaccanti della nazionale messicana in un torneo organizzato anche nel Paese che rappresenta.

La pressione intorno al suo nome era quindi già elevata prima ancora di tornare al Milan per la preparazione estiva.

Il trasferimento al Porto arriva pochi mesi dopo quel passaggio e può rappresentare anche l’inizio di una fase più stabile.

A 25 anni Giménez è tutt’altro che un giocatore da recuperare a fine carriera.

È ancora nel pieno della propria maturazione.

Cosa significa l’operazione per il Milan

Per i rossoneri, invece, la cessione libera spazio nel reparto e soprattutto nel monte ingaggi.

Il mercato del Milan nelle ultime giornate ha prodotto numerosi movimenti e l’uscita del messicano consente di ridefinire completamente l’attacco rispetto alla stagione precedente.

Il diritto a 18 milioni è comunque molto inferiore all’investimento complessivo effettuato per portarlo via dal Feyenoord, motivo per cui il club spera che le condizioni per l’obbligo possano essere raggiunte e che il giocatore si rivaluti.

Un buon anno in Portogallo potrebbe rendere l’operazione più positiva per tutti.

Non è necessariamente un addio definitivo

Formalmente, è questo il dettaglio da ricordare.

Santiago Giménez resta di proprietà del Milan fino a quando il Porto non eserciterà il diritto o non scatteranno le condizioni previste per trasformarlo in obbligo.

Il prestito terminerà il 30 giugno 2027.

Il futuro oltre quella data dipenderà dunque dal campo.

Per il messicano la missione è molto semplice da formulare: giocare, segnare e rendere la permanenza al Porto una conseguenza naturale.

Il Milan gli ha augurato le migliori soddisfazioni per la nuova esperienza.

Dopo un anno e mezzo nel quale la scintilla non è mai diventata realmente un incendio, Santiago Giménez lascia San Siro e prova a ritrovare al Dragão quel gol che lo aveva trasformato in uno dei centravanti più ricercati d’Europa.

 
 
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