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All’Atalanta sono ore caldissime: Ivan Jurić è indicato da più testate come a un passo dall’esonero dopo la pesante sconfitta casalinga con il Sassuolo (0-3). Il club, reduce da un inizio di campionato ben al di sotto delle aspettative, avrebbe già avviato la fase finale delle valutazioni con l’idea di chiudere il ciclo e ripartire con un nuovo allenatore. Le testate italiane che seguono da vicino la vicenda (Repubblica, Corriere dello Sport, ANSA; riprese anche in lingua inglese) convergono nel descrivere un crinale ormai superato: decisione attesa tra oggi e domani, con il nome di Raffaele Palladino in pole per la successione.

Il peso dell’eredità di Gasperini

Il progetto Jurić era partito in estate 2025 come eredità complessa del lungo ciclo Gasperini (2024), con l’obiettivo di mantenere l’Atalanta stabilmente in Champions e alzare la competitività nei big match. Il ruolino recente ha però minato la fiducia: k.o. interni pesanti (l’ultimo con il Sassuolo fa da spartiacque), difficoltà nel trasformare il volume di gioco in pericolosità, numeri poco confortanti nella protezione dell’area e nelle transizioni difensive. Contesto e pressione sono cresciuti nelle ultime due settimane, fino al punto in cui la società — per proteggere classifica e ambiente — si è orientata verso la soluzione più drastica. L’analisi di scenario pubblicata ieri sera e stanotte (tra domenica e lunedì) dalle principali testate riassume l’urgenza: invertire la rotta prima della prossima finestra europea e di uno snodo di calendario che rischia di pesare anche psicologicamente sul gruppo.

Le aree tecniche sotto esame

  1. Transizione difensiva e riaggressione: la squadra ha spesso “rotto” le distanze nei rientri, concedendo campo centrale.
  2. Conversione xG→gol: produzione sufficiente, finalizzazione intermittente.
  3. Gestione delle palle inattive: gol subiti su corner e seconde palle hanno inciso in più gare.
  4. Lettura dei momenti: blackout brevi ma decisivi, soprattutto tra 55’ e 75’, dove si sono concentrate rimonte altrui.

Sono aspetti che un cambio in panchina può provare a incidere subito, con principi semplici (linea un filo più bassa, riaggressione “a chiamata” e non continua, palla inattiva con marcature miste).

Perché Palladino è il favorito

Il profilo di Raffaele Palladino è considerato compatibile con l’eredità tattica atalantina: 1) organizzazione e principi proattivi, 2) capacità di lavorare su giovani e mezze ali “di passo”, 3) flessibilità nel passaggio da 3-4-2-1 a 4-2-3-1 in base agli interpreti. Le ricostruzioni delle ultime ore lo danno in vantaggio su altre piste: l’ex tecnico di Monza e, più recentemente, impegnato a Firenze nel 2024-25, è ritenuto in grado di accorciare i tempi di apprendimento e di toccare alcuni trigger (pressione orientata, occupazione del mezzo spazio) funzionali alla rosa. Le stesse testate che anticipano l’addio di Jurić riportano che i contatti esplorativi con Palladino sono avanzati e pronti a diventare negoziazione formale post-ufficialità.

Tempi e passaggi formali

La tempistica probabile (salvo dietrofront): 1) comunicazione dell’esonero entro 24 ore, 2) designazione di un interim interno per lo scarico lavori, oppure annuncio contestuale del successore se chiusura lampo, 3) primo allenamento con il nuovo staff prima del turno weekend. L’ANSA ieri notte ha parlato di “ore decisive” e di annuncio atteso domani: sequenza coerente con il processo “standard” della Dea in passaggi analoghi.

Eventuale impatto sulla rosa: chi guadagna, chi rischia

  • Centrali difensivi: in caso di 3 dietro “pieno”, beneficiano i braccetti rapidi (più minuti e compiti in costruzione). Con una linea a 4, torna cruciale la coppia complementare e il terzino di spinta.
  • Mezzali: con Palladino è verosimile un utilizzo più verticale, inserimenti in area e rotazione con i trequartisti.
  • Punta: attacco più diretto nei primi 10’’ post-recupero; occhio alle seconde punte creative che sanno legare e attaccare il mezzo spazio.
  • Under 23: la gestione palladiniana ha storicamente alzato il minutaggio dei giovani funzionali al sistema.
 
 
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