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La Serie A ha scoperto Massimo Pessina: portiere classe 2007 del Bologna, entrato all’8’ contro il Napoli per l’infortunio di Skorupski e protagonista di un debutto solido a 17 anni (maggiorenne il 25 dicembre). Racconti e pagelle del day after sottolineano freddezza, piazzamento pulito, comunicazione con la linea in un contesto di gara tutt’altro che leggero. Sono concordi Gazzetta, La Stampa e Corriere di Bologna, che ricostruiscono il suo percorso e le ragioni del lancio, oltre a dettagli anagrafici e background Nazionali.

Massimo Pessina
© sportal.it

Chi è Massimo Pessina

Cresciuto sportivamente tra Bergamo e le selezioni giovanili, Pessina è campione d’Europa U17 con l’Italia e prodotto di un lavoro tecnico attento tanto all’area quanto al gioco con i piedi. Si è formato in contesti che chiedono al portiere di partecipare: uscite alte, letture preventive, coperture in profondità. Interviste e profili raccontano le sue figure-culto: “Amo Buffon ma il modello è Neuer: ha rivoluzionato il modo di parare”, dichiarava in passato. Il riferimento non è casuale: a differenza di coetanei più statici, Pessina mostra mobilità e timing da “sweeper-keeper” moderno, tratti che hanno convinto Vincenzo Italiano a dargli fiducia nella circostanza imprevista.

L’esordio col Napoli: cosa ha fatto bene

I resoconti locali e mainstream parlano di un ragazzo spigliato, capace di prendersi la scena senza strafare. Questo, al netto delle emozioni dell’evento, è spesso il vero discriminante: gestire il momento, non subirlo. I punti forti usciti fuori contro il Napoli:

  1. Piazzamento: sulle conclusioni dalla media, corpo dietro la palla e mani “soffici”, senza respinte centrali.
  2. Gestione area piccola: almeno due letture su cross tesi che tolgono secondi tiri.
  3. Piede “sicuro”: non ha forzato linee interne rischiose; preferenza per appoggi laterali e verticali “piatti” sull’esterno.
  4. Comunicazione: comandi chiari su marcature e palla inattiva, fondamentale per un esordiente.

Cosa cambia nelle gerarchie del Bologna

Molto dipenderà dagli esami di Skorupski e dalle prossime scelte di Italiano. In linea generale, un debutto così sereno a 17 anni crea un credito immediato: il tecnico potrà gestirlo con intelligenza, aumentando i minuti in contesti favorevoli (finali in controllo, Coppa Italia, eventuali rotazioni pre-infrasettimanale). A medio termine, Pessina può salire a secondo stabile se confermerà la qualità in allenamento e nelle uscite controllate. La sensazione condivisa dalle testate è che il Bologna abbia un talento vero: serve però tempo e pazienza, con carichi dosati e lavoro tecnico su aree specifiche (piede debole, scelta dei tempi in uscita).

 
 
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