maradona schuster
 

Nei giorni scorsi è stato presentato a Cannes, per l’omonimo Festival, il film sul Pibe de Oro. Una sorta di film biografico, dove è proprio lui ad essere protagonista, il cui regista è il britannico Asif Kapadia, già vincitore di due premi Oscar: lo struggente documentario Amy(2015) e Senna (2010).

Il regista ha dovuto selezionare per bene le scene del docufilm, avendo parecchio materiale d’archivio inedito(almeno 500 ore di girati privati su Maradona), scegliendo alla fine i più pertinenti.

il film documenta tutta la vita de “El Pelusa“: dall’infanzia, nella miseria di Villa Fiorito, fino agli apici dei trionfi sia nei Mondiali dell’86 che nel memorabile primo scudetto del Napoli nell’87, per chiudersi sulla deriva umana di Diego e mediatica di Maradona che ormai è conosciuta ovunque. 

Non un film qualsiasi, e neanche un documentario qualsiasi. Girati di vita reale di Maradona, raccontata a tratti proprio con la sua voce come narrante, quasi a testimoniare la fatica e sofferenza del percorso.

La scelta narrativa del regista sembra essere alquanto “distante”, cosa motivatile con la sua volontà non-giudicante di un simbolo, di una leggenda, che gioco-forza compromise la salute psico-fisica del corpo e della mente di Diego Armando Maradona.

É ormai cosa nota che Maradona non abbia presenziato la kermesse in Francia, cosa meno nota é il motivo per cui non l’ha fatto: per via del titolo dato all’ultima opera biografica sul suo conto.

Maradona non ha gradito il titolo

Diego Maradona: Rebelde, héroe, estafador, Dios“. Questo il titolo incriminato, o meglio la parte “Ribelle, eroe, truffatore, Dios”, che è infatti scomparsa alla sua presentazione all’ultimo Festival di Cannes.

Diego Maradona” sembra essere il titolo ufficiale, ma l’argentino sembra comunque non aver gradito l’irriverenza iniziale, anche se al momento né sui social né attraverso media europei “El Diez” si è espresso sull’argomento.

Lo ha però fatto oltreoceano, e secondo quanto riportato da Tyc Sports, durante un’intervista a Univisión, una rete statunitense che però parla spagnolo, il funambolo argentino non ha usato parole dolci sul film : “Io ho giocato a calcio e ho guadagnato i miei soldi correndo dietro a un pallone. Non ho truffato nessuno. Se quello che vogliono è attrarre pubblico, mi sembra che si sbagliano. […] Non mi piace il titolo, e quindi, se non mi piace il titolo, non potrà piacermi il film. Non andateci!“.

A parlare del futuro del Pibe è stato poi il suo avvocato, Matías Morla, il quale ha affermato che Diego seguirà con i Dorados de Sinaloa anche la prossima stagione.

Il film sarà visibile in Italia il prossimo giugno al Biografilm Festival di Bologna, ma sarà nelle sale solo in autunno.

Trailer del documentario su Maradona

 
 
 

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