Serie A
 

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1. Essere coinvolti nel dibattito sui protocolli
Uno dei primi punti è legato all’aspetto sanitario della ripresa degli allenamenti. Il protocollo medico è stato consegnato ai ministri Spadafora (Sport) e Speranza (Salute) ma è necessario che ogni disposizione sia di nuovo vagliata dalle società. I club chiedono di non essere esclusi dal dibattito sulla adeguatezza e sulla fattibilità dei protocolli stessi. E che questi «rispettino le ragionevoli stime di disponibilità dei sistemi di screening e di esami periodici cui dovranno essere sottoposti gli atleti».

2. Allungare i contratti in scadenza

Il calendario verrà definito nei prossimi appuntamenti (in linea con i parametri Uefa) ma è evidente che, al di là della data di ripartenza, la Serie A sforerà oltre il 30 giugno.

Per la Fifa i contratti verranno prorogati e i giocatori in scadenza o in prestito resteranno a disposizioni dei club fino al termine della stagione agonistica.

Ma le società chiedono che intervenga anche «un provvedimento federale sia con riferimento ai contratti tra società e tesserati e sia con riferimento ai contratti tra società italiane ed estere».

3. Nuovi positivi: scatterà ancora la quarantena?

Le squadre in ritiro per tre settimane ridurranno praticamente a zero i contatti con l’esterno. Ma in una fase successiva a quella della preparazione dovrà essere concessa maggiore libertà. E allora cosa succederà in caso di nuovi positivi? «Il contagio da Covid-19 sarà considerato alla stregua di un infortunio anche se saranno colpiti più giocatori di una stessa squadra»? E in caso di un solo contagiato scatterà comunque la quarantena per tutta la squadra? E allora come si potrà concludere il campionato?

4. Come garantire la sicurezza nei viaggi?

La Fase 2, quella che seguirà i ritiri blindati del gruppo-squadra, comprenderà ovviamente anche la ripresa agonistica. Quindi partite, trasferte, viaggi da organizzare tra regioni differenti. L’idea di non giocare in alcuni stadi, espressamente quelli del nord Italia, è di difficile attuazione. In ogni caso i club chiedono massima chiarezza su «dove verranno svolte le partite della stagione 2019/20 e come verranno garantite le misure di sicurezza delle squadre negli spostamenti nel territorio italiano».

5. Cosa succederà se verrà esteso il lockdown?

Dopo aver concesso maggiore libertà ai giocatori e dopo aver riavviato lo svolgimento del torneo potrebbero di nuovo inserirsi cause di forza maggiore. Fattori esterni al movimento stesso. Per esempio c’è la necessità di sapere quali potranno essere le conseguenze di un eventuale «periodo di lockdown disposto in sede nazionale o da singole regioni italiane». Se sarà vietato entrare in alcune aree specifiche del Paese come verranno organizzate le partite previste in quel territorio? Serve, fin da subito, un piano alternativo.

6. Modificare le licenze e rinvio Covisoc

È interesse prioritario dei club tutelare i bilanci e per farlo occorre che la Figc modifichi alcune delle norme. Le conseguenze economiche determinate dal Covid 19 incideranno profondamente sui conti, per cui sarà impossibile rispettare tutte le scadenze. Necessità comune spinge a chiedere una modifica delle licenze nazionali così come un rinvio delle verifiche Covisoc. E «venga sospeso sino a data da destinarsi il sistema degli indicatori (Indicatore di Liquidità, Indicatore di Indebitamento, Indicatore del Costo del Lavoro Allargato)».

7. Stipendi in ritardo, niente svincolo

Anche i pagamenti degli stipendi dei giocatori potranno non avvenire nei tempi stabiliti dalle norme. Senza incassi i club faticano a versare milioni di euro di ingaggi ai propri tesserati.

Da qui la richiesta di «differire» i termini per la verifica dei versamenti delle mensilità interessate dall’emergenza Covid (marzo- giugno 2020). E che il mancato rispetto dei vincoli attualmente in vigore non consenta ai giocatori di avviare azioni come la messa in mora della società o lo svincolo gratuito.

8. Rilevanza Figc per accordi sui tagli

Sugli stipendi dei calciatori ci sono ancora trattative in corso con i rispettivi club. Alcune società, Roma, Juventus, Parma, hanno già raggiunto accordi specifici. Ma ora è necessario che a questi accordi, relativi alla rinuncia di una o più mensilità del periodo in questione e/o al differimento del pagamento, «venga assicurata la rilevanza in ambito federale». E che quindi venga adottata una modulistica che consenta di formalizzare tali accordi, compatibilmente «con la normativa civilistica e giuslavoristica».

9. Nuovo stop dopo la ripresa: effetti giuridici

«Qualsiasi provvedimento federale che intimi la ripresa di ritiro, allenamento, prosecuzione, dovrebbe precisare preventivamente su chi incombe la responsabilità patrimoniale e penale (ed esimere i club da qualsiasi rischio di coinvolgimento) in caso di contagio di atleti in fase di ripresa». Ma anche «quali effetti giuridici potrebbero subire i club e i singoli calciatori in caso di ripresa e successiva interruzione». Qui si lega la richiesta di istituire un tavolo permanente per definire le misure anti crisi.

10. Calciomercato: tempi e modi da ridefinire

I tempi del mercato dovranno essere rivisti. Le settimane in cui i club potevano dedicarsi agli affari potranno essere impegnate in eventi sportivi. È aperta la discussione su una finestra di mercato permanente, dall’estate fino a fine anno.

Le modalità dovranno in ogni caso essere rimodulate in base alle nuove esigenze tecniche ed economiche dei club. «Vanno inoltre stabiliti durata e periodo delle finestre di mercato 20/21, anche con riferimento ai contratti preliminari sottoscritti prima del 30 giugno».

 
 

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