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Se la squadra va a mille all’ora, è difficile che all’esterno non ce ne sia un’altra in grado di farla andare così veloce: «Calciatori forti, società forte», si dice. Sul mercato l’Atalanta è un esempio: tra i top in Europa insieme all’Ajax, nonostante «status» differenti. Negli ultimi anni, però, il gap è diminuito. Merito di Antonio Percassi, coraggioso nello scegliere una struttura di livello, anche familiare: «Pochi, ma buoni», è il segreto. Inter, Milan e Juventus hanno un quadro più profondo. Eppure, a Zingonia si vince. Partendo dall’alto.

Gasperini percassi
© Sky Sport

A.d.? No, molto di più

In particolare, da Luca Percassi. Da a.d., ultimamente si è sdoppiato diventando l’uomo delle trattative: a lui, con Gasperini, l’ultima parola. Ha messo la firma sul prestito di Pasalic dal Chelsea e sull’acquisto di Muriel dal Siviglia. Giocatori pronti, ma per chi punta sulla lungimiranza, impossibile ignorare l’estero: un mercato «sconosciuto» dal quale si scelgono dei giovani da valorizzare e, magari, rivendere a cifre importanti.

Aerei e quanti taccuini

Qui c’è la mano del d.t. Sartori, regista di uno staff consolidato. Non è consuetudine che il dirigente ex Chievo si sposti (a gennaio visionò Czyborra in Emmen-Heracles): più spesso l’aereo spetta a Gabriele Zamagna e Davide Cangini, quest’ultimo il coordinatore dello scouting. Il primo (d.s.) è un «giramondo», di casa in Olanda e Belgio, dove la Dea riesce ad anticipare tutti (di recente, dal Genk, presi Castagne e Malinovskyi). Capita che raggiunga pure l’altra parte del mondo, magari il Brasile: lì, nel 2018, osservò Ayrton Lucas, Iago Amaral e Adryelson Rodrigues (poi «rimandati», per vari motivi). Fondamentale Cangini, idem Roberto Marta, responsabile-scouting del vivaio.

Il vivaio e i vari prestiti

Settore guidato da Maurizio Costanzi, altro ex Chievo che nel 2014 raccolse l’eredità di Favini. E che risultati: due tornei Città di Arco, un titolo Allievi Nazionali, una Supercoppa U-17, un torneo Maggioni-Righi, uno scudetto e una supercoppa Primavera. Tutto super, ma vuoi mettere se qualche ragazzo raggiunge il Gasp? Tra i tanti Sportiello, Caldara, Kessié, Gagliardini, Spinazzola, Petagna e Kulusevski: esploso al Parma, bergamasco d’adozione, è la scoperta più bella. Scovato nel 2015 nel Brommapojkarna, pagato 200.000 euro (l’indennità di formazione), a gennaio è stato ceduto alla Juve per 44 milioni complessivi. Senza dimenticare Gosens, esterno da 25-30 milioni, a un passo dalla nazionale tedesca. Oggi i riflettori sono puntati su Traore e Piccoli, gioielli che il mister ha già lanciato. L’obiettivo è restare con i «grandi», altrimenti spazio al prestito. L’ambito di Giulio Migliaccio, a lui il compito di osservare chi si sta facendo le ossa altrove: tra Serie A, B e C i ragazzi sono più di una sessantina.

La Dea internazionale

Questo è il quadro ufficiale. Diciamo familiare, che comprende il gruppo di persone che lavorano regolarmente all’Atalanta. Non mancano i collaboratori, anche in Sudamerica, ai quali ci si affida per ricevere report e video sui talenti più interessanti. Materiale che, se valido, può convincere i Percassi a inviare gli scout sul posto. E così, «da cosa può nascere cosa»: magari una scommessa che possa rendere la Dea più ricca e forte in campo. Dove si va a mille all’ora. Partendo dall’alto.

 
 

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