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Il curioso caso del Blackpool FC e del suo presidente

A Blackpool, una squadra di calcio che mantiene un’aria da mare di vecchia scuola nonostante la sua moderna disgrazia, la fine dell’attuale turbolenza si trova appena oltre l’orizzonte, non ancora in vista.

Avendo recentemente pianto la scomparsa del loro ex capitano Jimmy Armfield, universalmente celebrato come uno dei gentiluomini più in gamba del calcio inglese, Blackpool oggi è un terreno di prova per le regole che determinano chi è una persona adatta e non adatta a gestire una squadra di calcio professionista.

Owen Oyston, proprietario di lunga data del club, e suo figlio, Karl, sono stati accusati da un giudice di “appropriazione indebita” dopo la promozione del 2010 in Premier League, che tanto fu lodata come romantica all’epoca, e sono stati condannati lo scorso 26 novembre a pagare a Valeri Belokon, azionista di minoranza e un banchiere lettone il cui investimento è stato la chiave per la vittoria di Blackpool nel 2010, 26,77 milioni di sterline più altri 4,5, per il valore delle azioni da lui possedute.

Owen Oyston (sinistra) – Valeri Belokon (destra) – © The Guardian

Il giudice Marcus Smith, descrisse i massicci pagamenti degli Oystons come “il più grande pregiudizio” al Blackpool; il loro comportamento equivaleva a “violazioni fondamentali” dei doveri in qualità di dirigenti, che includevano, nel modo più basilare, la gestione della società “per uno scopo corretto”.

Eppure rimangono legittimamente proprietari nonostante le regole della Football League, Owen Oyston resta un dirigente – anche se Karl non lo è più uno dopo un’apparente uscita dal club, insieme a sua figlia, Natalie Christopher, mentre il figlio di Karl, Sam Oyston, era fino a qualche settimane fa l’amministratore delegato.

Il “test dei proprietari e dei dirigenti” della Football League “considera ancora gli Oyston in regola e corretti, nonostante l’alta corte abbia constatato che si sono comportati in modo improprio.

Gli altri club EFL dovrebbero considerare questa contraddizione lampante quando formulano le loro raccomandazioni in merito al modo in cui le regole potrebbero essere rafforzate.

Blackpool: presidente in carica nonostante le regole EFL

Introdotto nel 2004 dopo una serie di scandali sulle proprietà e l’insolvenze nei club, il test rimane una protezione limitata. La gente non è sbarrata come dirigente per la gestione di club in modo spaventoso, anche per essere in effettiva violazione dei doveri dei dirigenti o, come nel caso Oystons, per aver svuotato le casse del club.

Il boicottaggio definito dai fans “not a penny more”, cioè “non più un centesimo” al club mentre gli Oystons rimarranno in carica, a cui la maggior parte dei tifosi del Blackpool hanno aderito, è stato seguito seriamente dopo che gli Oystons hanno iniziato a citarli giudizialmente per commenti fatti principalmente sui social media.

Tim Fielding, vice presidente onorario del Blackpool Supporters Trust, è uno dei tanti citati in causa; Dice che è stato un momento disperatamente preoccupante per lui e la sua famiglia, e ha finito per pagare gli Oystons 10.000£ per concludere la causa e 10.000£ per spese legali.
Il test dei proprietari e dei dirigenti si limitato ad escludere coloro i quali sono stati amministratori o proprietari durante le insolvenze di una squadra di calcio, o abbiano una condanna penale per un reato che ratifica un comportamento disonesto.
Owen Oyston ha infatti una condanna penale sulle spalle, per stupro, ma è ancora considerato una persona adatta e corretta per possedere e gestire il Blackpool FC. Questo perché tutti i reati penali – e le insolvenze dei club calcistici – prima della presentazione del test del 2004 erano “ammessi”.

Quindi, nonostante l’evidente conflitto, sembra assurdo come gli Oyston possano rimanere alla guida del club, rendendoli ancora più odiati. Dall’altra parte  a determinazione di Belokon nel perseguire la sua azione legale, sostenendo di essere ingiustamente pregiudicato come azionista, i soldi che aveva voluto investire nel club e il suo approccio personale e ben educato ha conquistato il rispetto di molti sostenitori del club inglese.

In una dichiarazione successiva all’udienza del 5 febbraio, Belokon si è rivolto così ai tifosi: “Vorrei rassicurarli che non intendo prendere provvedimenti per far rispettare il giudizio che potrebbe mettere a repentaglio il futuro della squadra di calcio di Blackpool. Spero che la famiglia Oyston cercherà anche di garantire che il club sia protetto nei prossimi mesi“.

Fonte: The Guardian

 

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