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La nazionale femminile fa causa per discriminazione di genere

Durante la Giornata internazionale della donna (8 marzo ndr) la squadra di calcio femminile statunitense ha citato in giudizio la Federazione statunitense di calcio (la United States Soccer Federation ndr) in cerca di parità di retribuzione con i loro colleghi maschi.

Secondo quanto riportato dal New York Times, la squadra nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti (Campione del Mondo in carica ndr) ha presentato una causa per discriminazione di genere, pochi mesi prima di competere nella prossima Coppa del Mondo.

Nazionale femminile USA
© Eurosport

Il rapporto afferma: “Nella causa, depositata nel tribunale distrettuale degli Stati Uniti a Los Angeles, i 28 giocatori hanno accusato la federazione – il loro datore di lavoro e l’organo di governo per il calcio negli Stati Uniti – per anni di ciò che hanno etichettato come discriminazione di genere istituzionalizzata. I problemi, hanno detto le atlete, hanno influenzato non solo le loro buste paga ma anche dove giocavano e con quale frequenza, come si sono allenate, le cure mediche e il coaching che hanno ricevuto, e persino come hanno viaggiato per le partite“.

Le giocatrici sottolineano che sono tenute a giocare più partite, vincere più partite e tuttavia ricevere ancora una paga inferiore dalla federazione rispetto ai colleghi maschi. Al momento, infatti, gli uomini ricevono bonus più alti quando giocano per gli Stati Uniti.

Mettendo in risalto che per decenni sono state la potenza dominante del calcio femminile con un palmares di tre Mondiali e quattro medaglie d’oro Olimpiche. Molti più successi della squadra maschile che non è nemmeno riuscita a qualificarsi per la Coppa del Mondo in Russia del 2018.

Questa discriminazione però non accade solo a livello interno alle nazioni/nazionali ma anche a livello internazionale (oltre che nel mondo del lavoro in generale). Basti pensare ad esempio ai bonus dedicati alle nazionali per la Coppa del Mondo nei due generi, dove le squadre maschili condividono un pool di 400 milioni di dollari tra le 32 nazioni, mentre le squadre femminili condividono un pool di soli 30 milioni di dollari tra 24 nazioni.

Sta di fatto che se la squadra di calcio femminile degli Stati Uniti avrà successo in questa causa, potrebbe essere un enorme passo avanti in termini di parità retributiva nello sport. A voi i commenti…

 
 
 

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