Serie B
 

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La Lega Serie A chiede la sospensione degli stipendi fino al 30 giugno, alimentando uno scontro con l’Aic (Leggi l’articolo) che vorrebbe fermarsi a una mensilità congelata. E già due club (Juventus e Inter) hanno intrapreso un percorso autonomo verso il taglio degli stipendi. La Lega Pro può trarre beneficio dall’estensione della cassa integrazione agli ingaggi fino a 50.000 euro, chiesta dalla Figc al governo. Anche se l’Aic sottolinea l’incongruenza di questa misura visto che il massimale normativo dell’ammortizzatore sociale è fissato a 15.000 euro.

E la Lega B come si sta muovendo? Il presidente Mauro Balata preferisce seguire le iniziative della Figc evitando strappi individuali. E la scorsa settimana la Lega cadetta ha istituito un tavolo tecnico sul problema ingaggi con l’Aic. Per ora si cerca di non alzare la temperatura procedendo in accordo con Via Allegri e il sindacato calciatori.

Nel frattempo i presidenti più rappresentativi provano a suggerire le possibili strategie. Secondo Maurizio Stirpe, proprietario del Frosinone, 3° in classifica al momento dell’interruzione, sarà possibile effettuare una stima precisa dei danni (e quindi dei tagli necessari) solo quando si capirà se questa stagione potrà finire e, in caso negativo, quando ripartirà la prossima: «A mio parere devono essere tenuti in considerazione in parallelo i fatturati di questa annata e di quelle future. Altrimenti il calcolo sarebbe parziale. Il taglio degli ingaggi deve essere visto in questa prospettiva. Potrebbe essere necessario ridiscutere i contratti pluriennali, non solo lo si obbligherà a conteggi economici parziali, perché non saranno contenti né gli sponsor, né le tv, né il pubblico. E quindi tutte le variabili, dai diritti tv al botteghino ai compensi commerciali, resterebbero indeterminate».

In attesa di avere qualche certezza in più, la Serie B può temporeggiare perché gli stipendi fino al termine di febbraio andavano saldati entro il 16 marzo. Ora resta la scadenza di fine giugno. Quindi, secondo alcuni presidenti, l’argomento ingaggi non è impellente.

Ed è possibile studiare attentamente le linee guida su come affrontare la questione nel tavolo tecnico con l’Aic. Quanto alla ripresa, nell’ultimo video riunione del direttivo di Lega si è cercato di ipotizzare un percorso di ripartenza: la speranza è quella di ricominciare gli allenamenti a inizio maggio per poi giocare le partite tre settimane dopo, con la consapevolezza e la disponibilità, da parte dei club, a scendere in campo ogni tre giorni ovviamente senza il pubblico sugli spalti.

Una “road map” che da tempo caldeggia Oreste Vigorito, presidente di quel Benevento ormai padrone del campionato con 20 punti di vantaggio sulla seconda in classifica: «Sono d’accordo, ho già detto che ritengo si possa giocare anche nei mesi estivi per completare l’attuale stagione, e questo vale per tutte le categorie. Bisogna portare a termine il campionato non appena ci saranno le condizioni. Una volta terminato questo campionato e avuti tutti i verdetti, possono bastare anche 15- 20 giorni di vacanza prima di ripartire con il nuovo. D’altronde le squadre la sosta la stanno facendo adesso».

I tempi, però, dovranno anche tenere conto del rientro dei giocatori e di eventuali quarantene: a Trapani, per esempio, dopo Jonathan Biabiany e Shay Ben David anche Stefan Strandberg ha lasciato la città ed è tornato in Norvegia. Nessuna fuga, sia chiaro. Ma da regolamento regionale, al loro ritorno dovranno osservare quattordici giorni di quarantena.

 
 

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